martedì, settembre 08, 2009

Lettera aperta a Riccardo Luna, direttore responsabile di Wired Italia


Dopo avere cercato di segnalare il problema su Facebook, FriendFeed e Twitter e visto che Luna, malgrado abbia aggiunto commenti vicinissimi ai miei, non si è degnato nemmeno di accennare una risposta provo a spiegare qui le mie perplessità al riguardo dell'articolo pubblicato a pagina 54 del numero sette di Wired in edicola in questi giorni.

Lo strillo di copertina dìce "Io, genio in sette giorni" e segnala che uno scrittore ha provato un farmaco, il Ritalin: conclude trionfalmente "Risultato? Stupefacente".

L'articolo racconta di un esperimento: il farmaco è stato somministrato a uno scrittore, tale Morozzi, che sotto l'effetto della molecola ha fatto cose mirabolanti tra le quali scrivere un romanzo in sette giorni.

Non il minimo accenno al fatto che si tratta di un farmaco pericoloso prescrivibile solo per un numero ristretto di gravi sindromi psichitriache.

Il metilfenidato, principio attivo del Ritalin, è un parente stretto delle anfetamine, fino al 2003 nel nostro paese era nell'elenco degli stupefacenti, poi venne ritirato dal commercio e successivamente è tornato in farmacia con indicazioni precise e molto ristrette. L'elenco delle controindicazioni è lungo e la letteratura scientifica è concorde sul fatto che tenda a dare fenomeni di dipendenza.

Chi legge l'articolo potrebbe essere portato a pensare che sia la soluzione ottimale per affrontare un esame o un momento di lavoro particolarmente intenso e la cosa a me non pare positiva. Se lanciamo messaggi del genere non lamentiamoci se poi i più fragili tra i nostri ragazzi cercano aiuto in prodotti del genere per superare per esempio gli esami di maturità!

Io mi chiedo, e chiedo a Luna sperando di avere una risposta: dove hanno trovato un medico disposto a prescrivere un farmaco del genere a un paziente sano per un "esperimento" editoriale?

Spero di avere una risposta...

bob

28 commenti:

  1. un vigoroso applauso a roberto

    andrea corno

    RispondiElimina
  2. Questo è quello che è chiesto? ..essere Geni, costi-quel-che-costa! senza conoscere il significato della genialità; senza un qualsiasi contenuto del termine "genio". viviamo in una pseudo conoscenza dove l'"esserci" non è più il concetto di Hegel ma è "la visibilità", nuda e cruda. il risultato? non è possibile conoscere i meriti: se naturali o indotti (e per "indotti" ci sta dentro anche il ricorso ad armi artificiali..., ivi compresa la popolarità conquistata costi-quel-che-costa!)

    RispondiElimina
  3. Io ho letto l'articolo qualche settimana fa e mi e' sembrato di tutt'altro tono rispetto a quanto affermi; mi e' sembrato un articolo spiritoso e dissacrante.
    Per chiudere..anche tu non ti degni di rispondere alle mail.

    RispondiElimina
  4. @michele Questione di punti di vista, secondo te chi lo legge non si fa l'idea che quelle pillole sono strepitose? Dove è scritto che sono vietate e fanno male?

    bob

    Scusami a quale mail io non avrei risposto?

    RispondiElimina
  5. Ma perchèe Wired è un giornale? RIccardo Luna è un giornalista? ma per favore .... un ex ultràa che si erige a giornalista dall'oggi al domani .... che non sa usare friendfeed , twitter ... non ha futuro, come la rivista ...

    RispondiElimina
  6. Io devo dire che a me Wired piace e, per quanto ritengo che necessiti ancora di qualche aggiustatina qui e là che il tempo e i feedback come questo renderanno precisa e utile, vi vedo un futuro lungo e prospero di almeno qualche lustro.
    Tornando invece all'articolo sul Ritalin, parlo da studente oberato e stressato da mille impegni dei quali lo studio non è che una piccola parte, in tutta sincerità da un lato ho pensato: "Forse non con regolarità ma quasi quasi una volta ogni tanto non può fare male", e dall'altra ha aperto tantissimi spunti sul futuro della società, della nuova ma ben radicata tendenza alla corsa agli armamenti della competitività, che sta avendo effetti peggiori di quelli del doping a quanto pare. Alla fine dell'articolo però, in virtù di questa ultima considerazione, mi sento portato a negare l'utilità a lungo termine e, anzi, a sottolinearne la nocività per i giovani e la società di domani di questo farmaco/droga.

    Il taglio "spiritoso e dissacrante", come sottolinea Michele, fa parte di Wired, forse proprio perché non si tratta di un giornale come tutti gli altri (tra l'altro sarebbe meglio chiamarlo periodico o mensile).

    RispondiElimina
  7. un evidente abuso della parola genio (e anche una evidente non conoscenza del suo significato) il che non stupisce molto in una rivista come wired, che sottolinea, nel suo essere molto differente dall'edizione americana, come non mai di quanto l'editoria italiana sia convinta di aver a che fare con lettori semi analfabeti bisognosi di semplicismi e scorciatoie visive e mentali.

    RispondiElimina
  8. Ciao Roberto, mi associo al tuo articolo. Sono rimasto estremamente perplesso anche io mentre leggevo quell'articolo. Pare proprio che quelli di wired abbiano sacrificato il loro buon senso per sembrare "estremi" e quelli avanti (nulla di nuovo, diciamo).

    Premettiamo che inizialmente nutrivo buone speranze per il giornale, oggi invece sono ormai convinto che non contribuisca minimamente a migliorare in alcun modo questo mondo. Al contrario, del web hanno preso solo quell'aura "radical chic" di alcuni autori dimenticandosi che invece i valori sono altri e il web utile non è fatto di articoletti.


    Per la cronaca (per tutti quelli che lo considerano un articoletto "simpatico e dissacrante") mia sorella (16 anni, che si fa un culo della madonna a scuola) è rimasta molto affascinata dal suddetto "articolo" ed è arrivata a chiedere informazioni ad una nostra amica farmacista sul detto farmaco. Per fortuna è una ragazzina intelligente e subito ha capito l'idiozia che ci stà dietro, ma sono certo che la fase critica per molti potrebbe non essere ovvia.

    RispondiElimina
  9. ..ai miei occhi e' apparso simpatico e dissacrante e sottolineo il fatto che non mi ha portato minimamente a pensare "ok, domani vado in farmacia".. ma questo e' solo il mio punto di vista.

    Riguardo a wired, gli ultimi due numeri li ho trovati un po' fiacchi; sono comunque soddisfatto del mio economico abbonamento.

    X Bob:le avrai nello spam :).

    RispondiElimina
  10. Quanto è apparso nell'articolo citato, è poi solo parzialmente illustrato nell'articolo successivo, relativo alle smart-drugs (e mi pare che la definizione lasci poco spazio ai dubbi). Sono concorde sulla lacunosità dell'aver rimarcato poco o quasi mai la pericolosità medica ed etica dell'uso abuso di questi farmaci. Ma è spiegato chiaramente che sono farmaci da prescrizione medica per sindromi varie e che purtroppo è possibile reperirli sul web, in modo abbastanza semplice, come per altri farmaci abusati per altri scopi (vedi Viagra&Co.)

    RispondiElimina
  11. ad anonimo:

    lanci accuse infondate ed infamanti. Essere tifosi non è un difetto, anzi. Luna ha dato el dimissioni da Il Romanista, proprio perché la proprietà (Rosella Sensi) aveva fatto muro contro il suo giornale che stava tirando fuori il marcio dagli ambienti di Villa Pacelli e di Trigoria, con del sano e vero giornalismo, mai sopra le righe, mai venduto o inginocchiato come altri compari di alto rango (Tuttosport e Gazzetta se parliamo di giornali sportivi, per il resto, l'elenco è lungo).

    Comunque, è inutile che sprechi altro tempo, con uno che non ha il coraggio di firmare le proprie vane parole

    RispondiElimina
  12. Non credo che lo scrittore si sia preso il farmaco per fare l'intervista..

    RispondiElimina
  13. Gentile signor D'Adda, ci sono molti facili modi per raggiungermi e non li devo certo spiegare a lei che è un maestro di tecnologia. Ma, per fare un esempio, se uno vuole davvero una risposta ed essere certo che il destinatario legga la domanda, può mandare un messaggio via fb, oppure un messaggio diretto via twitter, o meglio ancora, una mail a dir@wired.it. Pretendere che qualcuno insegua in tempo reale tutte le conversazioni aperte su qualunque piattaforma è pretendere molto, ma ci provereremo. Quanto alle critiche che gentilmente ci muove, le anticipo che la settimana prossima su wewired pubblicheremo il testo che troverà poi su Wired 8 di risposta alle obiezioni che ci sono state mosse. Tutte legittime, per carità, ma tutte con una risposta. Quello che non si può dire è che il combinato disposto Morozzi-Talbot non facesse emergere la pericolosità di certe scelte, ma su questo mi consenta di rinviare una risposta più articolata alla settimana prossima.Io credo che chi abbia letto i due articoli abbia capito benissimo come stanno le cose: bisogna avere fiducia nella gente e non pensare sempre di dover insegnare qualcosa al mondo. Infine, per quanto riguarda la domanda "come avete fatto a farvi prescrivere il Ritalin?", la risposta è nella inchiesta stessa. Lì elenchiamo una dozzina di modi per procurarsi queste pasticche, i modi che adottano gli studenti che le hanno scoperte ben prima che Wired arrivasse in edicola. Buon proseguimento e grazie per l'attenzione con cui continua a seguire ogni mia attività sui social media e su carta.

    RispondiElimina
  14. Articolo azzeccato! In fondo Luna ha solo voluto darvi l'illusione che ci possa essere la possibilità di diventare...geniali come lui!!!

    RispondiElimina
  15. @riccardoluna: senza entrare nel merito della discussione, l'idea che qualcuno insegua in tempo reale tutte le conversazioni aperte su qualunque piattaforma non è in realtà una grossa pretesa, ma dovrebbe essere, nel 2009, una buona abitudine delle aziende in quanto migliora la comunicazione permettendo di chiarire dubbi e polemiche e - perché no - ricevere utili indicazioni dai clienti (in questo caso i lettori). Per farlo basta utilizzare degli alert di ricerca, o software appositi come radian6. Sull'argomento ho scritto una guida che trovi qua http://marketingdellascolto.nextep.it

    RispondiElimina
  16. @michele
    Pretendere di inseguire in tempo reale tutte le conversazioni aperte su qualunque piattaforma non e' una grossa pretesa per un software.
    Forse lo e' per una persona.

    RispondiElimina
  17. Rispondere in tempo reale è una cosa, avere una qualsiasi reazione in tempi ragionevoli utilizzando mezzi tipo Facebook, Twitter o simili è il minimo, specialmente per una rivista che si riempie la bocca di parole come Social Network, Web 2.0 e che presenta le prime pagine in stile Twitter (?)

    La risposta di Riccardo è almeno una prima reazione, ottimo che sia arrivata in tempio accettabili. Nel merito dell'articolo Roberto ha già detto tutto: Perchè non si sono sottolineati i reali effetti di sostanze come il ritalin? Non sono statunitense, ma certamente qui non è pratica tra gli studenti assumere stimolanti per "avere migliori risultati", il vostro articolo è certamente (purtroppo) una spinta in questo senso e potrebbe ledere tutte quelle persone che (vuoi per situazione personale, vuoi per altri motivi) probabilmente già si trovano in difficoltà.

    Aggiungo che, acquistare farmaci sul web è una cosa assolutamente da evitare, non ci sono certezze che quello che arrivi è ritalin e non qualche schifezza di diversa natura. Insomma, diciamolo chiaramente, l'articolo non aveva il benchè minimo senso, spingeva nella direzione sbagliata, non sottolineava aspetti invece centrali dando peso solo ad una faccia della medaglia.

    RispondiElimina
  18. @anonimo forse lo è per una persona, ma non per una azienda se questa è disposta ad investire risorse in questo tipo di comunicazione!

    RispondiElimina
  19. @Michele Polico non vorrei malignare un po' troppo... ma penso che certe cose lo staff di wired potrebbe solamente insegnarcele e, concordando con Anonimo, rendiamoci conto che abbiamo di fronte una persona, non un software!
    Comunque mi piace questo dibattito e scambio di pareri.
    Finalmente vedo qualche commento un po' meno "allineato" e finalmente libero da quel finto interesse misto a nascosta piaggeria!
    Io mi sono lasciato l'articolo come ultimo.
    Credo che il Ritalin mi farà compagnia nel ritorno a casa. Ovviamente il Ritalin contenuto nell'articolo.
    Quello vero non so ancora... mi farò un idea tra un po'.

    RispondiElimina
  20. @Riccardo Luna Il mio parere di medico e blogger è che avete fatto un brutto errore. Ci sono cose che si sanno ma non si dicono e quando queste cose riguardano la salute bisogna andarci davvero cauti. Due esempi su tutti: Non si parla dei sucidi del giorno non si informa dove e come prendere farmaci con gravi e pericolosi effetti collaterali (come il ritalin). Non credo esistano giustificazioni (la tua risposta le rimanda alla settimana prossima). Ho visto però che tu sei sempre stato molto attento alle critiche usandole anche come base per costruire progetti di successo e per questo spero che vorrai chiedere scusa ai tuoi lettori e che eviterai in futuro di toccare certi argomenti troppo delicati.

    RispondiElimina
  21. Gentile Dott.Daniele Aprile non credo davvero che i lettori di Wired aspettino scuse da parte del Direttore e/o da parte della Redazione, nè che queste siano dovute. Forse le gradirebbe Lei che a quanto pare vive in un pianeta in cui viene confusa l'informazione (magari ironica e divertente) con la pubblicizzazione da quattro soldi.
    Non credo che Riccardo Luna si sia voluto erigere ad informatore farmaceutico propinandoci un farmaco stupefacente!!!
    Tutto questo scandalizzarsi e colpevolizzare mi sembra davvero esagerato...NEANCHE SI FOSSE SERVITO DEL MOJTO IN UNA FESTA PER BAMBINI!!!

    RispondiElimina
  22. Devo dire che l'interattività è una brutta bestia, quando si chiede la collaborazione, capita come nel caso di Wired di avere citizen marketers che promuovono la rivista, ma ci sono alcuni casi in cui arrivano critiche, che come in questo caso sono molto ben argomentate e che meritano una risposta meno "stizzosa" e più articolata. La prima parte della risposta a Dadda mi sembra equilibrata, non si può rispondere in modo efficace in un commento di un post, ma la parte finale è un po' fuori luogo.Scopo dei blog e dei Social Media è discutere, Roberto Dadda che io conosco bene (da ciò che scrive) ha spesso un atteggiamento polemico, ma non in questo caso, ho trovato il suo post molto calibrato e molto in tema, il suo tono era tutto fuorchè da maestrino, atteggiamento che lui non sopporta. Credo che la risposta di Luna, come scrive Luca Longo su Friendfed, abbia avuto una caduta di stile.

    RispondiElimina
  23. Ho letto l'articolo di copertina di Wired, onestamente ho trovato l'articolo interessante e divertente, ben consapevole degli effetti negativi del farmaco, sottolineati più volte nell'articolo.

    Pur aggiungendo la dicitura a inizio pagina "Don't try this at home" (classica nel wrestling), non avrebbe cambiato nulla.

    RispondiElimina
  24. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  25. Gentile Signor L'Una, Dadda e' chiaramente senza apostrofo ;-)
    Un saluto.
    Daniele Minotti

    RispondiElimina
  26. Si Daniele, mi chiamo Dadda, Roberto Dadda, il martini lo vorrei molto secco, con due olive e mi raccomando mescolato NON shakerato!

    RispondiElimina
  27. Minchia, anfetamine... hanno usato della roba additiva... come se non ci fossero gia' abbastanza palestrati, sportivi e adolescenti alle prese con l'esame di maturita' o con una delusione amorosa, che fanno ricorso a sostanze stupefacenti. E tutto solo per vendere un pezzo di carta. Criminali. Uno psichedelico non additivo produce creativita' permanente nel tempo e, a meno di patologie pre-esistenti o errori di dosaggio, senza sgradevoli effetti collaterali (es: morte). Se almeno le facessero bene queste cose...

    RispondiElimina
  28. Intervengo fuori tempo massimo (Google Alert non ha proprio funzionato questa volta!!!!) :D ma ci tenevo a dire la mia. L'articolo era "equivoco", nel senso che - come questa e mille altre discussioni sul web testimoniano senza possibilità di appello - ha generato nei lettori degli equivoci. Non mi è sembrato inneggiare al Ritalin, ma certamente era lacunoso e lasciava troppo all'interpretazione. Carino nello stile, ma quando si discute di questioni così delicate (60.000 bambini - italiani, non americani - questa mattina hanno ingoiato una pastiglia di psicofarmaco) bisognerebbe fare meno gradevole ironia e più informazione. Da giornalista, confermo che avrei scritto diversamente. Prova ne sia che se il collega Luna non fosse stato assalito da qualche dubbio ex post, non avrebbe sentito la necessità di puntualizzare, spiegare e giustificare facendo addirittura una seconda uscita sull'argomento ;)
    Buona navigazione a tutti :)
    Luca Poma
    www.giulemanidaibambini.org

    RispondiElimina

Si è verificato un errore nel gadget

Qualche esperimento...