venerdì, agosto 27, 2010

Il futuro del giornalismo è... nel giornalismo!


I giornali tradizionali sono da tempo in crisi, questo è un fatto credo assodato.

I guru della rete si lanciano sempre più spesso nella dichiarazione della loro morte e nella ipotesi di un futuro fatto di solo giornalismo diffuso, il giornalismo sempre più legato alla rete e sempre più dal basso.   Personalmente credo che sia una delle numerose bufale che a forza di essere ripetute finiscono per acquistare una fallace credibilità.

All'inizio della storia del giornalismo come lo conosciamo oggi c'era il telegrafo, la Agenzia Stefani era in Italia la fonte di informazioni per eccellenza, i numeri che si vedono qui sopra nella loro pubblicità danno una idea della evoluzione dal telegrafo, al telefono ed alle comunicazioni radio.  Nessuno osservando questo passaggio ha ipotizzato la sparizione degli inviati, gli inviati sono rimasti ed hanno solo cambiato lo strumento di comunicazione esattamente come oggi la maggior parte delle notizie arriva ai giornali attraverso la rete.

Le agenzie dunque ci saranno, magari in forme diversa, sempre.

Il fatto che molte notizie e moltissimi pareri siano oggi disponibili per esempio sui blog è vero, ma si tratta di informazioni parcellizzate che potrei utilizzare solo se avessi a disposizione un tempo virtualmente infinito.  Non ricordo quale blogger quando erano di moda i barcamp affermò che se per esempio i lavori del consiglio comunale fossero trasmessi in diretta in rete i giornali non servirebbero più perché le notizie me le posso andare a cercare da solo, ma anche qui mi chiedo quanto tempo dovrei spendere e quante fonti dovrei ascoltare?

Io leggo tutte le mattine La stampa e Le monde sul mio Kindle e credo che continuerò a farlo per molto tempo perché mi aspetto che le notizie siano in qualche modo digerite e mi interessa non solo la notizia pura, ma anche il parere e l'approfondimento del giornalista e questo credo sia il futuro dei giornali, indipendentemente dagli strumenti usati.  

La figura del giornalista dunque resta e resterà centrale!

bob

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