sabato, luglio 24, 2010

Blog e rettifica, una tempesta in un bicchier d'acqua?


La discussione sulla norma contenuta nel decreto che sta per essere convertito in legge relativa all'obligo dei blogger di pubblicare eventuali rettifiche sta infuriando in rete e sembra che tutti siano d'accordo nel considerare la cosa un tentativo di imbavagliare la blogosfera e la rete in genere.

Personalmente penso che il fatto che dare un diritto di replica e di rettifica sia più che giusto: quando per esempio una improbabile blogger di Nova24 insinuò che io scrivessi pagato da Nokia una rettifica non ci sarebbe stata tanto male.

Francamente non credo che, come stanno scrivendo alcuni blogger, diventi a questo punto impossibile scrivere pareri personali e preferenze tecnologiche, credo che la rettifica abbia un senso quando qualcuno vuole evidenziare non pareri, ma fatti esposti che non considera corrispondenti alla realtà.  Affermare che si ritiene che il touch screen HTC sia più comodo di quello iPhone non credo possa essere oggetto di rettifica, affermare, come hanno fatto in molti, che iPhone 2G non è un sistema multitasking è una fesseria per la qiale una rettifica non sarebbe male.

Qualcuno sostiene che questo è un tentativo di controllare la rete, ma francamente credo che la rete sia molto difficilmente controllabile.   Nei pochissimi casi di cause intentate contro i blogger credo che le cose si siano poi risolte facilmente e che il danno di immagine per chi ha avuto l'idea di iniziative del genere sia stato più grande di quello che avrebbe avuto lasciando correre.   Io scrivo spesso critiche a qualche cosa che si trova in rete, per esempio negli ultimi post critico la usabilità del sito delle Ferovie dello Stato, se ricevessi una richiesta di rettifica la pubblicherei senza alcun problema, poi sarebbero i lettori a decidere chi ha ragione.

Se ritengo dunque che nella sostanza introdurre un diritto di rettifica abbia un senso, quello che non condivido sono le modalità fumose e che lasciano adito a mille dubbi interpretativi.

La legge parla di "siti informatici", questa credo che sia una testimonianza della sostanziale ignoranza in materia di chi la ha scritta, sito informatico è un palazzo pieno di server!  Meglio sarebbe parlare di contenuti accessibili attraverso la rete, perché anche parlare di WEB non ha molto senso.

La legge prevede una richiesta di rettifica, ma a chi viene mandata la richiesta?  Con quali modalità?  Come si identifica il responsabile di un sito?

48 ore, a parte capire da quando decorrano, sono oggettivamente troppo poche.

Conunque non ne farei una tragedia, io continuerò a scrivere come prima e se mi pervenisse una richiesta di rettifica deciderò al momento cosa fare...

bob

mercoledì, luglio 21, 2010

Come li calcola i tempi il sito della ATM?


Da quando abito sopra il metrò faccio un uso di mezzi pubblici ancora più grande di quello, già non banale, che facevo prima e devo dire che a Milano ATM offre un servizio efficacie ed efficiente.

Quando devo andare in zone che conosco poco e dove la metropolitana non arriva uso il sito della Azienda Trasporti Municipali per trovare il miglior percorso. Mi sono accorto che seguendo le indicazioni del sito mi succede sempre di arrivare con grande anticipo e ho pensato di controllare i tempo: i risultati sono stati piuttosto sorprendenti.

Ho deciso di misurare i percorsi della metropolitana per evitare i problemi legati alla imprevedibilità del traffico ed ho misurato, cronometro alla mano tutta una serie di percorsi, qui di seguito qualche risultato.

percorso tempo reale tempo dal sito


conciliazione-lima 12' 00" 25'
lima-duomo 05' 15" 25'
lima-cadorna 08' 45" 25'
cadorna-famagosta 07' 10" 40'



Il sistema è ben congegnato e offre anche come informazione la attesa tra un treno e l'altro nelle varie ore del giorno, ho provato ad aggiungere anche questo valore, ma i tempi restano molto superiori a quelli reali e francamente non riesco a capire come possa succedere visto che gli orari sono noti.

Possibile che nessuno abbia fatto test del programma prima di metterlo online?

martedì, luglio 13, 2010

Intenet saloon, 10 anni, 50.000 corsi di Internet per anziani!


Il 3 giugno del 1998 fui invitato a parlare alle "stelline", l'antico orfanotrofio femminile di corso Magenta qui a Milano, a un convegno: "I nuovi anziani e la città: scenari, prospettive e risorse.".

Nel mio intervento, intitolato "La città in rete, quale spazio per gli anziani?", preconizzavo la importanza che la rete avrebbe potuto avere anche per la popolazione dei non più giovani. La rete allora era piuttosto diversa, quasi tutto in inglese, costosa e per questo altri relatori contestarono l'approccio e l'idea.

Ricordo che quella notte pensai a lungo alla cosa e la mattina dopo davanti a un bel caffè ne parlai con la mia amica Luisa Toeschi, anima instancabile della Associazione Interessi Metropolitani. L'idea fu quella di organizzare corsi di alfabetizzazione alla navigazione riservati agli anziani.

Li abbiamo chiamati Internet Saloon e da allora sono attivi in molte città d'Italia: alla fine di quest'anno raggiungeremo qualche cosa come 50.000 corsi erogati!

Tutto questo anche grazie all'apporto di entusiasti partner:


E' una delle più grandi iniziative del genere a livello mondiale, i nostri corsi sono stati esportati, grazie a un progetto europeo, anche in molti altri paesi del continente: mi sono trovato a parlare a nonni entusiasti della rete da Danzica a Bratislava...

Il lavoro è stato tanto, ma tante sono state le soddisfazione nel vedere i "nostri nonni" entrare in rete con gioia!

Il gruppo che ha lavorato in questi anni al progetto è diventato un gruppo di amici sinceri, l'altra sera ci siamo riuniti per festeggiare la fine del decimo anno scolastico e ve li voglio presentare:


Le foto sono due perché due amici ci sono dati il cambio dietro la macchina fotografica.


Si, lo confesso, siamo molto fieri dei nostri saloon e dei nostri nonni...

domenica, luglio 11, 2010

Le ferrovie svizzere conoscono gli orari italiani e francesi meglio delle nostre?


Scrivendo il post di ieri sulla usabilità del sito delle Ferrovie dello Stato ho fatto qualche esperimento confrontandolo con siti di altre nazioni e devo dire che sono rimasto basito.

Io lavoro a Milano e abito a Cap d'Ail, il primo comune della Francia dopo Monaco. Per cercare gli orari dei treni con le relative coincidenze fino a ieri dovevo utilizzare sia il sito delle Ferrovie dello Stato italiane che quello delle SNCF francesi perché cercando di andare da Milano a Cap 'ail sul sito delle ferrovie italiane ottengo questa risposta:

Cap d'Ail non è un comune enorme, seimila residenti con un sacco di seconde case, ma non è nemmeno tanto irrilevante da non essere conosciuto al sistema delle Ferrovie dello Stato che sembra riconoscere all'estero solo le grandi città.

Per pura curiosità ho immesso la stessa ricerca sul sito delle Ferrovie Federali Svizzere e, con non poco stupore, mi sono accorto che il sistema mi fornisce dettagliate informazioni su tutto il percorso:


Non ho parole...

venerdì, luglio 09, 2010

Il buon design è fatto di particolari...


Uso moltissimo il sito delle nostre ferrovie e devo dire che, a parte qualche problema inspiegabile (per esempio i biglietti ticketkless sono rimborsabili solo in rete e molto difficili da cambiare se cambi il treno), sono un cliente soddisfatto.

Il design della pagine devo dire che non è mai stato il punto di forza di questo sito, alcune delle spigolosità che avevo segnalato anche qui sono state messe a posto: per esempio il messaggio che informa che la transazione della carta di credito è andata a buon fine non è più assurdamente rossa, ma usandolo si trovano ancora problemi che fanno pensare che una revisione della usabilità non ci starebbe male.

Un esempio.

Quando si prenota o si cambia una prenotazione è possibile farsi mandare un messaggio SMS con tutti i dati che sono poi quelli che vanno presentati al momento del controllo, non serve più dunque una stampa del biglietto. La cosa è comodissima.

Peccato che quando si tratta di immettere il numero di telefono ci si trova di fronte a due campi, uno sopra l'altro. Il primo è per il prefisso, il secondo per il numero, ma la cosa non è specificata. Se per esempio, come è successo a me, vi fate l'idea del fatto che il primo campo sia utilizzato per l'eventuale prefisso internazionale e mettete tutto il numero nel secondo campo il risultato è il messaggio di errore che si vede, si fa per dire, nella immagine qui sopra.

Sono state violate una intera serie di regole base di usabilità, se qualcuno è interessato le trovate per esempio nelle slide delle mie lezioni.

1) less is more

Il buon design si fa per sottrazione, tutto quello che non serve è dannoso. Ebbene in questo caso il designer si sarebbe dovuto chiedere se avere due campi, uno per il prefisso e l'altro per il numero servisse veramente e la riposta è certamente no visto che il prefisso va comunque e sempre composto.

2) utilizzare le modalità comunemente usate

Quando si progettano azioni che sono comuni a molti siti è opportuno fare un bel giro in rete per vedere se per caso non ci sia per quella specifica funzione una la convergenza verso uno standard di fatto: se questi standard ci sono, a meno di evidentissime controindicazioni, vanno adottati.

In questo caso lo standard di fatto c'è e si trova anche in applicazioni molto diverse.

Questa immissione di numero di telefono viene dalla gestione dei contatti di Gmail, la posta di Google:


Quest'altra, praticamente identica viene da Microsoft Outlook 2010:



3) L'interfaccia deve presentare un buon livello di AFFORDANCE

Affordance è un termine che viene dalla psicologia, non è traducibile in italiano: indica la capacità di un oggetto o di un ambiente di mostrare all'individuo come fare una certa operazione. Quando andiamo a casa di un amico sappiamo aprire le porte e l'acqua nel lavandino del bagno anche se non abbiamo mai visto quel modello di maniglia o quel tipo di rubinetto, con poche scellerate eccezioni dovute alla eccessiva creatività di qualche designer.

Il fatto che ci siano due campi senza la più vaga indicazione dell'uso che ne va fatto è una grave carenza di affordance.

4) Degrado morbido

Un sistema ben progettato dovrebbe avere, in caso di errore, quello che si chiama "degrado morbido", devono essere messe in atto tutte le strategie che permettano all'utente la comprensione e la correzione dell'errore con il minimo carico cognitivo possibile.

In questo caso trovandosi riempito il solo campo inferiore sarebbe opportuno analizzare il numero cercando il prefisso, cosa facilissima visto che i prefissi sono un insieme finito e chiuso, e proporre la correzione.

5) Gestione degli errori

La gestione dei messaggi di errore dovrebbe essere la più efficacie possibile, la apertura di una nuova finestra che può andare come in questo caso a sovrapporsi alla parte della interfaccia che contiene l'errore ha scarsa efficacia, meglio ripresentare la pagina con una chiara indicazione posizionata appena sopra, appena sotto o di fianco alla riga sbagliata con le indicazioni per la correzione.

Sarebbe logico utilizzare per questi allarmi il colore rosso evitando di usarlo, come in questo sito, per messaggi ordinari. Il rosso è percepito come indicazione di errore dalla stragrande maggioranza degli utenti.

6) Molteplicità dei browser

Come si vede nella figura la finestra che si apre non è leggibile perché per motivi che mi sfuggono non riporta solo un messaggio di errore, ma una intera pagina che la mancanza di barre di scorrimento e la impossibilità di ridimensionare rendono completamente inutile.

Un mio studente ha ipotizzato che si tratti di un problema legato a Firefox, non so se sia vero, ma se così fosse peggio mi sentirei visto che non stiamo parlando di un browser esoterico, ma di uno dei più usati al mondo.

Il sito delle Ferrovie dello Stato, lo ripeto, non è poi così male, io lo uso moltissimo, ma ha spigolosità ed errori di interfaccia e carenze imbarazzanti.

Se entro per esempio con la mia parola utente e password finisco in una pagina che riporta in testa, correttamente, il mio nome, ma se passo alla pagina di acquisto dei biglietti il sistema mi dice che per comperare devo essere registrato.


Scegliendo la voce "Acquisto biglietti e/o abbonamenti" finisco qui:


Ma come mi avevi riconosciuto e ora ti sei dimenticato di me?

Manca anche una funzione per la registrazione dei percorsi più usati. Io viaggio praticamente solo da Milano a Ventimiglia e da Ventimiglia a Milano (vivo in Costa Azzurra e lavoro a Milano) ed ogni volta che entro devo rispecificare le stazioni di partenza e di arrivo...

Devo dire che stupisce il fatto che in progetti voluminosi e costosi non si dedichi abbastanza attenzione alla usabilità, una attività relativamente poco costosa che spesso fa la differenza!

giovedì, luglio 08, 2010

Less is more...

La Johnson ha messo in vendita qui in Francia un prodotto molto interessante che si presta a qualche considerazione sul design e sulle buone idee.

Il problema che il prodotto affronta è quello della igiene dei gabinetti. La cosa è stata risolta fino ad oggi con l'uso di gabbiette attaccate al bordo della tazza che, al passaggio dell'acqua rilasciano un detergente/deodorante. Ci si è sbizzarriti nel disegno di queste gabbiette per renderle oggetti meno sgradevoli e per ridurre il pericolo della loro caduta con conseguente pericolo di un fastidioso ingorgarsi dello scarico!


Mentre tutti si sbizzarrivano nel disegno di nuove gabbiette alla Johnson qualcuno ha avuto una grande idea: togliere la gabbietta! In realtà a pensarci bene la gabbietta non serve che a mettere il detergente sotto l'acqua, ma se si riesce a fare si che il detergente di possa applicare direttamente sulla ceramica la gabbietta non serve più. Il disco applicato dura una settimana ed ogni confezione contiene un applicatore con sei dischi.


Una semplice bellissima applicazione del concetto di "less is more" e di come i designer debbano essere pronti a cambiare paradigma, una cosa difficile, ma che può dare risultati entusiasmanti.

Non so se il prodotto sia distribuito anche in Italia.


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Qualche esperimento...