martedì, novembre 16, 2010

Articolo sul fenomeno e sulla tecnologia WIKI

L'anno scorso ho scritto per PC Magazine questo articolo, qualche amico me lo ha chiesto, per comodità di tutti gli interessati lo ripubblico qui.



PCMagazine 266 A Tutto Wiki

lunedì, novembre 15, 2010

Paola, lo sciopero della fame e la blogosfera.


L'altra sera è scoppiato il caso Paola Caruso, una precaria del Corriere che esasperata ha deciso di lanciarsi in una protesta gandiana, sciopero della fame e della sete.

Sono intervenuto più volte perché ci tenevo che Paola fosse ben conscia del fatto che uno sciopero della fame può essere condotto per molti giorni senza gravi problemi, uno sciopero della sete può provocare in pochissimi giorni danni gravi e potenzialmente irreversibili. L'insistenza degli amici ha avuto successo, lo sciopero della sete è rientrato e credo che la cosa si presti a qualche riflessione.

La situazione di Paola

Non la ridescrivo perché la trovate in rete, il problema è che le informazioni sono veramente poche e che per quelle poche che si hanno non è per nulla chiara.

La stragrande maggioranza del mondo della rete sembra convinta che si tratti della violazione di un diritto, ma non è così. Paola può certo lamentare, se le cose stanno come dice, di avere avuto sette anni di riconferma di un contratto che non può essere rinnovato per tutto quel tempo, per legge. Io non conosco il contratto dei giornalisti, ma so per esperienza diretta di una delle società dove ho lavorato che una cosa del genere portata in tribunale viene sempre sanzionata a favore del lavoratore. Mi sembra stranissimo che l'ufficio legale del Corriere cada in trappole tanto conosciute, ma tutto può succedere.

Il fatto che abbiano dato un contratto a termine leggermente migliore a un altro non ha in questa storia nessuna rilevanza: in un regime di libero mercato e libera imprenditoria ognuno in una azienda privata assume giustamente chi vuole. Persino nei primi anni della mia carriera quando c'erano le liste di collocamento e si veniva assunti in base alla priorità di iscrizione a quelle io sono stato sempre assunto con chiamata nominativa perché mentre un portiere o un manovale vale un altro un ingegnere non vale un altro e tanto meno un giornalista.

Mi sembra di capire tra l'altro che il contratto di Paola non sia stato cancellato, a questo punto lo scipero della fame a me non sembra una mossa logica, ma questo è un parere assolutamente personale.

La "blogosfera"

L'altra sera ho avuto modo di osservare in tempo reale la reazione di questo strano piccolissimo mondo a cavallo tra il blog e il social e devo dire che la reazione è stata interessante.

La blogosfera ha dimostrato innanzitutto innanzitutto un marcato effetto a metà tra Robin Hood e don Chisciotte: la maggior parte delle persone sono state prontissime a partire lancia in resta contro il più grande e il più potente senza quasi nulla sapere dei reali termini della situazione.

La blogosfera ha parole trigger che la fanno saltare in aria a menare pugni al vento come un pugile suonato al suono della campanella del ring: una di queste parole è precario, molto probabilmente perché per questioni di età media qui i precari sono moltissimi.

La blogosfera ha dato un ennesimo esempio della sua assoluta autoreferenzialità: quando i precari della scuola facevano lo sciopero della fame la reazione fu insignificante, qui la cosa è montata come una panna perché si toccava una di noi.

La blogosfera ha una percezione della sua numerosità e incisività assolutamente alterata: qualcuno proponeva di non comperare più il Corriere e sembrava credesse davvero che la cosa potesse essere minimamente fastidiosa per il Corriere stesso.

Leggendo Mafe su FriendFeed mi viene anche da dire che la blogosfera pecca un poco di coerenza: http://ff.im/tLKmt

bob

sabato, novembre 13, 2010

Incredibili mecanismi di Facebook?

Questa sera una amica mi ha segnalato di essere entrata per curiosità nel link rappresentato nella immagine qui sopra, di non avere scelto nessun linkl all'interno della pagina e si essersi vista comunque mettere in bacheca un messaggio identico.


Intendiamoci nulla di particolarmente fastidioso questa volta, ma il meccanismo di presta a peggiori abusi.

La pagina alla quale si arriva con il link è questa:

Se non si guarda la URL, che non è quella di YouTube la pagina può sembrare quella di YouTube, ma la cosa più grave è che anche se non viene selezionato nulla il messaggio appare sulla viostra bacheca.

La URL della falsa pagina è questa http://sondaggi-on-line.com/funny/ e corrisponde a questo sito:



Io oltre a chiedermi come si faccia ad essere così cretini da lavorare per fare alla genete uno scherzo tanto insulso e, sopratutto, come fa FaceBook a tollerare cose del genere e buci del genere nel suo meccanismo di funzionamenrto.

sabato, novembre 06, 2010

Effetti collaterali del Socialsalvin, parte seconda...


Il filmato è gustosissimo, ma guardandolo bene non riflette una situazione reale e di conseguenza giunge, secondo me, a conclusioni non del tutto corrette.

Qui si parla della situazione nella quale qualcuno, non iscritto a Facebook, vada sul sito di una azienda perché interessato e corra a iscriversi a Facebook perché viene a sapere che l'azienda ha una pagine sul social.

E' una cosa credo rarissima, forse poteva succedere all'inizio, ma oggi succede esattamente il contrario: i navigatori vanno sui siti delle aziende perché vedono qualche cosa su Facebook e comunque se accettano di aderire alla fan page di una azienda vuole dire che sono già su Facebook.

Proporrei una nuova sceneggiatura...

L'azienda va da Facebook e lamenta di non riuscire a raccogliere un numero significativo di contatti e sopratutto non riesce a contattare quelli che ha in modo abbastanza frequente perché la gente è stufa di essere sepolta da newsletter nella email e va sul suo sito solo raramente.

Facebbok risponde: non c'è problema, noi siamo un club immenso, la maggior parte delle persone che tu vuoi contattare è iscritta qui e noi ti forniamo, gratuitamente, uno spazio per te dove prendere contatto con i tuoi amici dei quali abbiamo giù tutti i dati!  La gente qui entra molto spesso, certamente enormemente più spesso di quanto non lo farebbe sul tuo sito e tu potrai veicolare il tuo messaggio ogni giorno, ti offriamo anche la possibilità di contattare tutti gli amici dei tuoi amici per chiedere se vogliono entrare in contatto con te.  Se poi trovassi qualcuno, e sono pochissimi, non ancora iscritto al nostro club ti promettiamo che lo faremo iscrivere gratuitamente chiunque egli sia.

O no?

bob

PS qualcuno nelle discussioni sull'argomento ha tirato fuori questo post, che francamente penso non abbia alcuna attinenza con l'argomento del contendere.  Qui le aziende non c'entrano nulla, sono io che accetto che Facebook legga i miei contatti e proprio perché sono miei e solo miei non vedo perché non li dovrebbe dare, con la mia autorizzazione, a qualcuno.  In realtà qualcuno sta cercando di dare una pitturata di libertarietà a una banale mossa contro la concorrenza!

giovedì, novembre 04, 2010

Gli effetti collaterali del Socialsalvin

La provocazione la ha lanciata Marco qualche giorno fa, in buona sostanza stigmatizzando il fatto che molte iniziative di marketing tendono a regalare contenuti e traffico ai social, Facebook in testa, trascurando il fine ultimo che sembrerebbe essere quello di attirare contenuti sul proprio sito.  Il pappagallo di Michele conferma, Wolly ci dice che "giocare in casa è sempre meglio", ma nessuno di fatto ci spiega il perché.

La cosa mi ha un poco messo in crisi perché mi capita spesso di consigliare a un cliente di focalizzare la propria attenzione sulla presenza sui social, curando ovviamente il sito, ma solo come punto di possibile approfondimento dei clienti che sul social saranno attratti e vorranno per sapere di più.

Premesso che non è possibile fare un ragionamento generale, ogni situazione è diverse e spesso diverse sono le finalità (Google non ha nessun bisogno dei social per esempio) io non sono del tutti sicuro che il consiglio sia sempre corretto.

La gente vive nei social e naviga i siti saltuariamente, se davvero riesco a consolidare la mia presenza sui social con le iniziative e i contenuti giusti le probabilità che i miei messaggi non passino inosservati è immensamente più alta.  Io credo di avere per esempio letto centinaia di messaggi Barilla su Facebbok, ho partecipato a loro iniziative, ho provato a comperare loro nuovi prodotti e credo di essere stato sul sito una volta o due!

In fondo sarebbe come dire che è meglio cercare di attirare i clienti nella nostra sede in una via periferica e lontana dalla metropolitana piuttosto che mettere gli striscioni su Corso Buenos Aires, certo sarebbe bello, ma quanto sarebbe più efficacie.

Io credo che varrebbe la pena analizzare un poco meglio la cosa prima di dare per scontato che una soluzione è meglio di un'altra!

bob

PS Certo che per chi fa siti la cosa può essere dolorosa, ma è la vita...

Share it

Qualche esperimento...