lunedì, aprile 18, 2011

Alla ricerca della usabilità...


Credo che tutti navigando in rete ci chiediamo ogni tanto come sia possibile che si trovino ancora pagine tanto poco usabili: messaggi criptici, dati ripetuti, suddivisione delle pagine dalla logica misteriosa...

L'interfaccia è una delle cose più importanti di un sito (e in genere di qualsiasi programma), ma spesso non viene percepita come un problema/opportunità. A nessuno verrebbe mai in mente di progettare una casa senza tenere conto del fatto che dovrà essere usata, a nessuno verrebbe mai in mente di concentrarsi solo sui colori della facciata e sulle caratteristiche degli infissi!  Spesso invece nei siti la massima attenzione viene posta nella grafica senza considerare le esigenze dell'utente e la facilità di uso.

Molto spesso si fa una certa, pericolosa, confusione tra grafica e usabilità.

L'usabilità è nata come applicazione delle regole della ergonomia, poi è cresciuta e oggi ha assunto la dignità di norma ISO, ma non sembra se ne siano accorti in molti.

Partecipando a grandi progetti in rete si capisce perché questo succede tanto spesso.  Progetti anche molto grandi non prevedono un budget preciso per la usabilità.  Spessissimo viene, giustamente, posta molta cura nella progettazione dei sistemi dal punto di vista funzionale, ma poi alla fine il disegno della interfaccia resta un incarico dei programmatori, di persone cioè che non hanno di solito nessuna cultura in proposito e che applicano solo il vecchio sano buon senso.  Nelle migliori situazioni si scrive un manuale che di usabilità ha solo il nome: si parla di colori, di menù verticali o orizzontali, di messaggi: si guarda solo la punta di un grosso iceberg.  Anche il fatto di pensare che il manuale basti in sistemi di grandi dimensioni per ottenere la indispensabile omogeneità di approccio è velleitario.

La usabilità di una pagina non può essere solo progettata, va valutata per portare le eventuali correzioni e gli inevitabili piccoli aggiustamenti: questo ciclo non è presente quasi mai nei processi di produzione dei siti, molto più comodo è l'approccio "one shot", facciamolo e poi va bene per definizione!

E alura?
(versione lombarda dell'anglosassone "and so what?")

1) quando si lancia un progetto bisogna allocare un congruo budget per la progettazione di pagine usabili, è una attività specifica e un mestiere specifico che purtroppo tutti pensano di sapere fare per intervento divino, ma come per tutti i mestieri bisogna avere una cultura in materia.

2) il manuale della interfaccia va certamente scritto, ma è anche indispensabile una azione di educazione e di sensibilizzazione a tutti i livelli del progetto.  Il manuale non deve essere considerato una fonte di regole immutabili, se nel disegno delle pagine nascono nuove e diverse esigenze bisogna essere pronti a rimetterlo in discussione e modificarlo.

3) la responsabilità finale della usabilità va accentrata in una unica funzione che deve essere garante della omogeneità dell'approccio per evitare, come spesso accade nei siti, che la stessa operazione sia fatta in modi, ancorché corretti, diversi rischiando di provocare nell'utente un fastidioso senso di disorientamento.

4) l'usabilità delle pagine realizzate va sottoposta a test sia di laboratorio che con gruppi di utenti e si deve essere pronti ad affinarne il disegno sulla base dei risultati ottenuti.

Quello che colpisce è che non stiamo parlando di grandi investimenti, sopratutto in progetti di dimensioni medio grandi si tratta di una piccola percentuale sull'investimento globale, una piccola percentuale che fa la differenza, ma che troppo spesso viene dimenticata.

1 commento:

  1. Quello che tu dici è estremamente corretto. Ma io penso che nel 2011 un bravo progettista e una brava equipe di "operativi" debba saper far bene il proprio mestiere. Punto. Per far bene (ma bene) il proprio mestiere bisogna tenere in considerazione usabilità e accessibilità. Con dei test intermedi e della beta version. My 2 cents.

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