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sabato, settembre 04, 2010

Sperimentazione WIFI a Milano, ma cosa diavolo c'è da sperimentare?


Sul Corriere di ieri ci viene annunciato l'inizio di una sperimentazione per la installazione di hot spot wifi gratuiti nel centro di Milano.

A parte il fatto che una sperimentazione, invero piuttosto dubbia, a Milano cìè già stata e che alla fine della sperimentazione è stato smantellato tutto, mi chiedo cosa diavolo ci sia da sperimentare.

Se andiamo su qualsiasi dizionario, qui quello Hoeply, ci dice cosa vuole dire sperimentare:

sperimentare
[spe-ri-men-tà-re]
meno com. esperimentare; ant. spermentare
(speriménto)
A v. tr.
1 Sottoporre a esperimento qualcosa, allo scopo di valutarne la qualità, le proprietà, le capacità e sim.: s. una macchina; s. la potenza, la resistenza di un motore; s. l'efficacia di un farmaco, di un rimedio; s. un nuovo metodo di coltura
‖ SIN. verificare, saggiare

La tecnologia WIFI e la copertura di aree cittadine è oramai una cosa comunissima, non va dunque sperimentata, va banalmente fatta...

Tra l'altro l'idea della registrazione e della navigazione solo per un'ora è molto bizzarra e non ha alcun senso: il modello di uso è un altro, io giro per la città e mi collego quando ho bisogno di qualche cosa.  Visto che abbiamo la legge Pisanu va bene la registrazione, ma che si permetta alla gente di farla una volta sola, non a ogni ora di collegamento.

Milano meriterebbe decisamente di più...

bob

PS Io resto comunque del parere che le reto pubbliche wifi siano pienamente superate dalla già presente e perfromanete rete cellulare, il solo problema sono le tariffe che altrove sono state ampiamente abbassate.

sabato, settembre 19, 2009

Butchers for children, via Spallanzani a Milano domani 20 settembre!





Via Spallanzani a Milano quando io ero bambino era piuttosto malfamata, oggi è diventata un'isola pedonale molto gradevole.

Dal 1959 al numero 6 c'è una bellissima macelleria equina.


Domani, organizzata dalla macelleria, nella via si terrà la quinta edizione di Butchers for children: centocinquanta macellai presenteranno le loro specialità, con un minimo di 8 euro si potrà acquistare un braccialetto e assaggiarle!

Dico un minimo di 8 euro perché il ricavato della iniziativa verrà devoluto all'Istituto dei Ciechi di Milano e alla Associazione Italiana Ciechi, vale dunque la pena di gare uno sforzo e lasciare qualche cosa di più...

Per l'occasione sarà allestita anche la mostra/percorso "Dialogo nel buio": un percorso tutto al buoi dove ci si deve affidare, con la guida di un non vedente al tatto, all'udito, all'olfatto e al gusto: l'inversione dei ruoli tra vedente e non vedente contribuisce ad abbattere barriere e pregiudizi! Io ho già fatto l'esperienza e devo dire che arricchisce molto.

Ci vediamo domani?

Qui trovate le indicazioni su come arrivare in via Spallanzani

bob


domenica, febbraio 08, 2009

I quattromila siti della Moratti dove sono finiti?



I cittadini di Milano attivi in rete probabilmente ricorderanno l'affair delle quattromila registrazioni di URL, praticamente una per ogni strada e piazza della città, 4000!

La nostra ineffabile sindachessa, allora candidata, rispose sul suo sito, alle inevitabili critiche, affermando che era una iniziativa per la città: ogni pagina sarebbe diventata il punto di riferimento per la comunità di quella via per le attività, il traffico e per altre numerose iniziative.

Feci allora presente la follia della iniziativa, parlai del fatto che se si vuole fare una comunità tra persone delle diverse vie non si fanno quattromila siti, ma si fa un sito che poi con una opportuna tassonomia e con un meccanismo di accesso porta nei vari quartieri perché di quartiere si deve parlare; francamente non vedo quale differenza sia logica tra i dati di Corso Beuons Aires e via Giorgio Jan, cinquanta metri di distanza. Feci anche presente che oltre che assurda dal punto di vista dell'accesso una iniziativa del genere sarebbe stata assolutamente ingestibile anche da parte di chi avesse dovuto immettere i dati.

Dopo la elezione i siti erano vuoti, ho aspettato un po', pensavo che ci stessero lavorando.

Sbagliavo.

Passato un tempo più che ragionevole sono tornato a vedere le pagine.  No non sono state attivate, semplicemente è stato spento il server e sono irraggiungibili.

Mi chiedo come mai le promesse elettorali non vengano mai controllate a posteriori...

Certo che nel paese di www.italia.it si tratta purtroppo di una colpa veniale...

bob

PS Da sindaco, non più da candidato, la Moratti annunciò che il Comune di Milano sarebbe andato anche su Second Life.  Un'altra assurdità, ma mi chiedo: hanno speso dei soldi, nostri?  Se è successo che fine hanno fatto i consulenti e i dirigenti che decisero di portare il Comune su questa assurda strada?

mercoledì, aprile 09, 2008

EXPO 2015, cercando di capire...

Leggendo il grande fermento della blogosfera che pare si sia messa a testa bassa a rifare il sito dell'EXPO di Milano mi è venuta voglia di studiare un poco il fenomeno, non ho ancora finito, ma voglio comunque condividere con voi qualche considerazione preliminare.

1) Il sito

Il documento di progetto non sembra parlare del sito e non sono riuscito nemmeno a trovarne i costi, quei fantomatici 13 milioni si euro di cui si parla, anche perché qualcuno ha avuto la sciagurata idea di retinare lo sfondo e poi passalo allo scanner facendolo, ovviamente, diventare illeggibile.

Se si legge tutto quello che è stato previsto per la "Digital Expo" si ha la sensazione che 13 milioni di euro sarebbero pure pochi, ma più che un vero progetto sembra il libro sei sogni della città digitale. Bizzarro il fatto che si parli di graffiti digitali da mettere in giro per la città e non della copertura WIFI!

Personalmente credo che la scrittura del sito sia l'ultimo dei problemi, forse varrebbe la pena prima capire che cosa si vuole fare con il sito, è una regola credo generale nei progetti.

La prima cosa che ho fatto, ed è la prima cosa che faccio quando comincio qualsiasi progetto on line, ho dato una occhiata ai siti delle altre Expo passate e future. La sensazione è che non serva un sito particolarmente complesso, ma una cosa semplice e onesta. Certo si può sempre pensare di fare di meglio, ma forse varrebbe la pena PRIMA fare qualche cosa di basico, funzionante e ben scritto, poi pensare a qualche cosa che lo possa rendere migliore.

4) L'indirizzo del sito

E' stato sollevato un polverone sull'indirizzo, ma a fianco dell'assurda URL con il trattino (www.milanoexpo-2015.com, sconsigliata da qualsiasi libro di web design) c'era anche www.milanoexpo2015.it, abbastanza logico. Certo lascia un poco stupiti il fatto che non si siano registrate anche tutte le altre varianti: il .eu per esempio è stato registrato da qualcuno che lo ha occupato con una pagina segnaposto, il .org e il .com sembrerebbero ancora liberi.

Forse è giunto il momento di mettere in mano il problema della registrazione dei domini a qualcuno che sa quello che va fatto ed è il caso di farlo subito!

Edoardo Colombo che ha registrato milano2015.it e .com li ha messi a disposizione, non capisco come mai non puntino ancora al sito, ma a un forum.

3) Il logo

Un sottoprodotto della ricerca dei siti è stata la visione dei relativi logo e devo dire che forse anche qui varrebbe la pena pensare a qualche cosa di meglio perché il complessissimo logo che è oggi usato non sembra proprio disegnato da un creativo con un minimo di esperienza.


venerdì, novembre 30, 2007

WIFI, abbiamo solo da imparare!

Ho passato qualche giorno a Bratislava, capitale della Repubblica Slovacca, un paese che ha un Prodotto Interno Lordo pro capite che è la metà del nostro.

Nel bellissimo centro storico ci sono tre grandi bolle WIFI aperte: vai per esempio davanti al municipio, ti siedi sulla panchina, accendi il PC e sei immediatamente collegato per tutto il tempo che vuoi.

In albergo, non un albergo di gran lusso, ma un alberghetto molto carino del centro storico, nei 100 dollari che si pagano per la camera ogni giorno è compresa la connessione permanente alla rete sia in WIFI che con un bel cavo.

Tornando sono passato per Vienna. All'aeroporto ho accesso il mio Pc, ho cercato le reti, ne ho trovata una che mi sembrava avere un nome logico (Wireless Vienna Airport) mi sono collegato senza alcuna formalità e sono rimasto collegato per ore (l'aereo era in grande ritardo) anche grazie alle spine elettriche presenti vicino ad ognuna delle poltrone.

A Milano per collegarmi all'aeroporto devo pagare con procedure complicatissime e al parco mi devo identificare ogni tre ore, sempre che tutto funzioni.

Credo che dovremmo imparare!

Sul sito di Wolly trovo una risposta di Guglielmo alla segnalazione dei problemi riscontrati la settimana scorsa nel tentativo di connessione dal parco.

Ciao a tutti,
Come promesso oggi siamo stati al parco con una squadra di tecnici ed abbiamo compiuto diverse verifiche.
In effetti abbiamo riscontrato due anomalie:
- al Bar Bianco abbiamo sostituito un access point guasto.
- alla Triennale il personale della struttura aveva erroneamente spento l’apparato.
Per il resto tutto funziona correttamente anche se ci teniamo a ribadire che occorre essere nelle aree in cui il segnale è sufficientemente forte.
Speriamo di avere portato un pò di “luce” e vi invitiamo a contattarci direttamente per qualsiasi supporto.
Saluti
Se devo essere franco devo dire che questa risposta mi lascia un pochino perplesso.

Una segnalazione di più di dieci giorni fa viene affrontata ora?

Due apparati fuori uso e questi signori se ne accorgono solo quando a qualche blogger viene in mente di fare una prova? Ma non hanno nessun sistema di controllo?

Il Comune ha sbandierato ai quattro venti che il parco Sempione è coperto da un servizio WIFI ed ora mi dicono che devo andare a cercare le zone dove il segnale è più forte?

Ragazzi se non siete in grado di coprire tutto il parco segnalate almeno dove è la copertura: a Bratislava la Primaciàne Nemesti, la piazza del municipio, è coperta tutta, nelle vie laterali qualche volta arriva e qualche volta no: è così che si deve lavorare.

La identificazione ogni tre ore è una vera follia: la legge impone di identificarmi, bene identificatemi, ma poi lasciatemi collegare per un anno non per tre ore.

Credo davvero che una città come Milano abbia ancora tanto da imparare per esempio da Vienna e da Bratislava e forse varrebbe la pena spendere più tempo per farlo piuttosto che per scrivere trionfalistici comunicati stampa.

bob

lunedì, novembre 05, 2007

Second Life per le aziende? Ma dove?



Dove sono gli utenti di Second Life. Più facile dire dove NON sono: nelle isole delle società e delle organizzazioni pubbliche.
Non è andata come prevedevano i guru dalla slide facile...

"La nube purpurea" di Matthew Phipps Shiel è un bellissimo romanzo di fantascienza scritto nel 1901. Racconta della estinzione della umanità ad opera di una nube velenosissima, il protagonista si salva perché è su una nave al Polo Nord chiuso in cella. Il romanzo dipana gli eventi del suo viaggiare in un mondo ancora perfettamente efficiente, ma senza vita. Se amate la fantascienza e non lo avete letto è il romanzo giusto per voi.

Da qualche settimana passeggio per Second Life per avere una idea si questa iniziativa dall'indubbio successo: i visitatori non sono i sei milioni che qualcuno si è venduto nelle sue slide nel passato, ma ci sono sempre dai trenta a cinquantamila avatar.

In realtà ero entrato per visitare la fantasmagorica isola che il comune di Milano aveva promesso on line per il 12 settembre, ma non la ho trovata.

Sono andato nei vari siti di società che ci hanno creduto e che avevano fatto della cosa grande pubblicità qualche mese or sono e li ho trovati tutti sempre totalmente vuoti o frequentati da un avatar solo soletto che mi ha ricordato il povero protagonista de "La nube purpurea".

Del resto anche le statistiche del traffico che Second Life riporta parlano abbastanza chiaro

Guardiamo qualche numero rilevato ieri sera:

Telcom Italia ICT Services 10,
IBM Italia 90,
Istituto Italiano di Cultura (Ministero Affari Esteri) 139,
Gabetti la società immobiliare 286,
Reuters la società di informazioni finanziarie 468.

Tanto per avere un metro di paragone:

ManetteMatte ha un indice di traffico di 9.159
Orgy Island di 68.000.

Dove sono oggi i Guru che hanno consigliato le aziende a fare investimenti anche non irrilevanti per comperare e realizzare isole in Second Life?

Da Gabetti dopo molte infruttuose visite ho trovato ieri un rappresentante e un cliente.

Mi sono fatto avanti ed ho chiesto via IM se potevo avere una informazione.

Risposta: "Un attimo finisco con il signore e sono da lei"

Attendo il mio turno, chiedo una informazione. Risposta "Un attimo guardo sul sito e le dico..."

Mia risposta "Guardi che sul sito ci posso andare anche direttamente da solo. Grazie e buona sera".

Lascia un po' straniti il fatto che un rappresentante on line non sia capace di conversare con due avatar nello stesso momento: quando io andavo in chat tenevo attive anche sei finestre contemporaneamente e chattavo con sei persone usando spesso sei diverse personalità!

Il fatto poi che si finisca comunque sul sito dimostra chiaramente che la pagina web è, in moltissime circostanze, molto più facile da usare della vita virtuale in quanto libera dalle limitazioni che gli atomi ci impongono.

Certo per il sesso virtuale le cose possono essere diverse, ma io non lo capisco, forse sono troppo vecchio, ma in quella situazione ho ancora bisogno degli atomi...

bob

sabato, settembre 29, 2007

FOTO: primo maggio 1970

Ho deciso di mettere insieme i tre blog che in un momento di velleitaria follia avevo separato.

In uno mettevo le mie fotografie. Inizio qui con una storica foto della manifestazione del primo maggio 1970, davanti alla Stazione Centrale di Milano.

L'altro tratta di esempi di INusabilità.

bob

martedì, luglio 31, 2007

Comune di Milano e Second Life... mah...


Il Comune di Milano dichiara di volere aprire una isola su Second Life proprio adesso che sorgono seri dubbi sulla opportunità di iniziative del genere.
Dove sta la logica?

Il rapporto con la rete di Letizia Moratti non è stato felice durante la campagna elettorale quando ebbe la scellerata idea di registrare 400 domini per altrettante vie e piazze cittadine con una operazione molto scorretta che in rete ha un nome: cybersquatting.

La cosa più bizzarra è che non ha avuto nemmeno la accortezza di registrare le vie con un riferimento alla città, ma ha registrato semplicemente i nomi appropriandosi di fatto di tutte la vie omonime di tutti i comuni d'Italia.

L'idea era di fare un blog per ogni via per essere vicina ai cittadini, ma una volta eletta la cosa è stata immediatamente dimenticata e tutto quello che resta del sito della Moratti è la fotografia che riporto qui sopra, dei 4000 blog si è persa, per fortuna, ogni traccia!

Qualche giorno fa un annuncio a tutta pagina nella cronaca di Milano del Corriere della sera: Milano virtuale, la città sbarca su Second Life. Sembra sia il primo comune in SL come l'Inter pare sia stata, l'idea dicono sia del aprgolo Moratti, la prima squadra di calcio in rete.

Devo dire che la cosa mi sembra un poco assurda: nel momento in cui si stanno, finalmente, consolidando dubbi sulla reale opportunità di usare Second Life per qualche cosa di diverso da un divertente gioco l'assessore Terzi si lancia in un progetto e, temo, ci spende pure i nostri soldi...

Non è che sarebbe meglio investire sul sito del Comune che appare francamente un poco povero dal punto di vista del contatto cittadino-amministratore? Siamo passati dai 4000 blog promessi in campagna elettorale a una casella postale. Forse investire un una logica via di mezzo non sarebbe irragionevole.

Colpisce anche che oramai dopo anni dalla entrata in vigore della Legge Stanca per l'accesso ai disabili sul sito non se ne veda traccia (è dichiarata la compatibilità con lo standard WCAG AA, ma non è certo la stessa cosa1).

Terzi promette per Second Life cose strepitose, ma una domanda credo sia doverosa: il Comune riporterà le stesse cose anche nel portale tradizionale a beneficio di chi non vuole o non può aderire a SL? Se così non fosse ci troveremmo davanti ad una assurda e inammissibile discriminazione.

Il giornalista del Corriere termina il suo pezzo affermando che Second Life avrebbe "un mercato di otto milioni di partecipanti giornalieri". Io non dico che un giornalista debba sapere tutto degli argomenti di cui scrive, ma, almeno quando si citano dei numeri forse varrebbe la pena un minimo di controllo. Confondere il numero totale di iscritti al sito con il numero dei visitatori giornalieri è un poco come confondere il numero di tutti gli uomini che hanno un apparato digerente con il numero delle persone che vanno ogni giorno da McDonald's!

bob

Qualche esperimento...