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mercoledì, luglio 15, 2009

Google Chrome OS Linux distribution, ci riprovo...

 
Nei giorni scorsi la mia affermazione sull'essere nei fatti l'annunciato Google Chrome OS una distro di Linux e non un sistema operativo nuovo, capace, come molti hanno affermato, di fare concorrenza a Windows, Mac OS e Linux ha suscitato un dibattito che a me francamente pare abbia un vizio di fondo.
Quando si parla di definzioni non ha molto senso andare ad analizzarne troppo le motivazioni quando di fatto sono convenzioni, spesso opinabili, ma oramai consolidate e scritte sui libri.
Basta un qualsiasi volume che tratti di sistemi per trovare queste definizioni.
Linux: kernel di un sistema operativo
Linux distribution: un sitema ottenuto mettendo insieme il kernel Linux, che può essere personalizzato, e software di contorno rilasciato insieme al kernel con una licenza libera GNU o similare.
Senza perdere di vista queste consolidate definizioni ammettiamo pure che io mi sia sbagliato e che Chrome OS non si debba considerare una distro, ma un nuovo sistema operativo alternativo a Windows, Mac OS e Linux.
A questo punto mi chiedo e vi chiedo: quale è la logica che mi fa considerare Ubuntu una distro e Chrome OS un nuovo sistema operativo? 
Sarà pure un mio limite, ma non lo capisco.
Del resto se andate a cercare in rete sopratutto nei siti statunitensi la mia perplessità è condivisa da moltissimi siti, anche per esempio l'autorevole LinuxInsider pubblica una dichiarazione di Rob Enderle, un noto analista, che dice:
Linux distributions such as Debian and Ubuntu will suffer, Enderle predicted.
"If Google Chrome OS is successful, it will become the default Linux distribution and will probably take Ubuntu out at the knees," he said.
bob

domenica, novembre 09, 2008

Windows, Linux: stupore!


Università degli studi di Milano Bicocca interno giorno, sono chairman a un convegno di Telemobility.

Io:

"Posso collegare il mio PC alla rete Wireless per favore?"

Hostess gentilissima:

"Certo le mando il tecnico!"

Arriva il tecnico, infila una chiavetta nel mio PC, smanetta un attimo e poi con aria tra lo stupito e lo schifato:

"Ma è una macchina Linux!"

Io:

"Certo!"

Tecnico:

"Allora è impossibile collegarla, è troppo complicato installare il certificato..."

Tiro fuori la mia chiavetta 3, mi collego via rete telefonica mobile e penso che c'è qualche cosa di storto e insolito nell'Università...

bob

venerdì, maggio 23, 2008

Quando le scelte sono fatte dalle persone sbagliate!

Quello che penso del progetto di Negroponte per la realizzazione di un PC per i bambini che vivono e crescono nei paesi meno fortunati lo ho detto spesso. L'inziativa è lodevolissima, ma francamente penso che piuttosto che realizzare un PC del tutto nuovo sarebbe più logico partire da macchine esistenti e creare versioni minimali che possano vendute in grande serie avere prezzi bassissimi. Anche sul disegno io ho qualche dubbio: pensare per esempio che in un luogo dove non c'è energia elettrica, e di conseguenza la manovella di carica, ci sia una connessione WIFI a me pare un poco fantasioso, ma certamente questo è solo un parere personale.

E' di questi giorni l'annuncio del passaggio del progetto da Linux a Windows. Anche qui non ho una opinione definitiva. Se da una parte penserei che Linux potrebbe essere efficace ed abbattere i costi, dall'altra mi viene da pensare che questi ragazzi si troveranno a cercare un lavoro in un mondo Windows e in quel momento avere una esperienza MS Word potrebbe essere un vantaggio competitivo personale di non poco conto.

Nell'articolo che cito viene riportato, per spiegare le motivazioni del passaggio a Windows, questo passo:

“The people who buy the machines are not the children who use them, but government officials in most cases,” OLPC founder Nicholas Negroponte told the New York Times today. “And those people are much more comfortable with Windows”

Devo dire che il fatto che la decisioni sul sistema operativo e sul software non vengano prese con test fatti con gli utenti potenziali, ma solo facendo scegliere chi paga, è un atteggiamento folle e assolutamente da evitare, lo insegnamo in tutti i corsi di ergonomia e di web design!

Ieri passavo in via Montenapoleone davanti al bellissimo negozio di La perla e mi sono trovato a sorridere pensando a un uomo che va a comperare un capo di lingerie per la sua signora e dal momento che lo pagherà lui sceglie lui se comperare un reggiseno con il ferretto o meno e se scegliere un perizoma o una mutandina più larga in base alla comodità che loro stessi preverebbero nell'uso dei capi!

bob

domenica, novembre 11, 2007

Grazie Linux!

Da tempo sono alle prese con il problema delle cartucce di inchiostro della mia stampante HP che hanno la maledetta abitudine di scadere prima che siano vuote impedendomi di stampare anche se contengono ancora una certa quantità di costosissimo inchiostro originale che ho strapagato (l'inchiostro HP costa più del più costoso Cognac in commercio!!!), che è mio e che sono di fatto costretto a buttare via! Si tratta delle cartucce 10 e 11 della stampante 2280.

Certo mettere la data del PC indietro di qualche anno risolve il problema, ma se poi mi dimentico di rimetterla a posto cado in una serie di problemi con i certificati dei siti che navigo e con le varie installazioni del software che ho sulla macchina, una noia...

Ieri sera ho collegato la stampante a un PC su cui gira Linux Ubuntu e mi sono accorto, con gioia, che il driver di Linux se ne frega della data e del microprocessore di protezione che HP ha messo nelle cartucce e stampa regolarmente indipendentemente dalla data di scadenza!

Un'altra ragione, se mai ce ne fosse stato bisogno, di passare decisamente a Linux e a OpenOffice! Devo ancora tenere una macchina Windows per fare i test del software per PCMagazine, ma probabilmente la userò solo per quello, tutto il resto della mia attività passa al pinguino...

bob

giovedì, aprile 26, 2007

Ma come siamo arrivati ad una follia come questa?


Ieri ero da Mondadori Informatica in via Marghera a Milano, l'idea quella di cambiare portatile.

Dopo avere dato una occhiata in giro mi avvicino a due commessi e chiedo quale sia il prezzo di una certa macchina senza sistema operativo. Il primo risponde che non ne hanno, il secondo lo contraddice affemando che qualche macchina con XP c'è ancora.

Spiego che non voglio una macchina con XP, voglio una macchina SENZA sistema operativo.

Un poco straniti i nostri due affermano che è illegale vendere macchine senza sistema operativo perchè è ovvio che poi uno per usarle lo deve copiare senza pagare la licenza.

Due clienti mi guardano con aria di commiserazione: "anche noi il software lo copiavamo, ma adesso lo compriamo, ci dia retta è molto meglio, ha il disco originale, ha l'assistenza, può scaricare le modifiche...".

Mi sembra di essere finito in una riunione di etilisti anonimi dove i pentiti cercano di convincere il riottoso: smettere di bere fa bene all'anima e al corpo.

Afermare di voler installare Ubuntu fa sorridere un po' tutti, la solita scusa! Mi sento come l'etilista che dice di volere comperare la grappa non per berla, ma per metterci le cigliegine!

Ma come siamo arrivato ad una folle situazione che di fatto mi impone, se voglio un portatile per metterci Linux, di regalare del denaro all'uomo più ricco del mondo?

Con questi pensieri nella testa vado a prendere una scatola si CD vergini e mi ricordo che anche se ci metterò documenti generati da me sono costretto a pagare una tassa alla SIAE per compensarla del fatto che qualcuno copia illegalmente materiale protetto da diritti d'autore...

Sarebbe bello svegliandosi scoprire che è solo un incubo!

martedì, febbraio 20, 2007

A tutto Linux...


In occasione della uscita di Microsoft Vista mi sono dedicato ad un esperimento che si rivela sempre più interessante: installare su una macchina Kubuntu Linux come farebbe un utente del tutto sprovveduto senza mai accedere alla linea di comando, scegliendo i default per tutti i parametri non banalissimi ed evitando di andare a cercare informazioni in rete.

Come ho già descritto la installazione è andata benissimo, OpenOffice funziona e le varie periferiche sono state riconosciute, sono andato in rete immediatamente e tutto funziona senza alcun problema.

Questa sera avevo in mano la mia macchina fotografica, una Canon EOS350 e mi è venuto in mente di provare a collegarla al PC con il cavo USB, confesso senza grande fiducia nel fatto che la cosa fosse del tutto semplice.

Sbagliavo!

Appena accesa la macchina Linux la ha correttamente riconosciuta, ho scelto di aprire Konqueror e mi sono trovato le mie fotografie pronte da scaricare. Entrato nel programma di gestione dell'archivio delle immagini ho ritrovato la macchina fotografica, ho scaricato le foto, le ho messe in ordine, commentate e viste senza alcun problema con l'accesso anche a semplici procedure di modifica. Per le modifiche maggiori uso Gimp che non mi ha ancora fatto mai rimpiangere Photoshop.

La Canon è una macchina piuttosto comune, ho provato ad attaccare qualche cosa di meno diffuso: una Logitec Pocket Digital che è stata comunque riconosciuta immediatamente!

La scheda televisiva, unica periferica che aveva problemi adesso va benissimo: mi ero banalmente dimenticato di indicare il tipo di scheda.

Continuo a pensare che Linux abbia fatto grandi passi avanti come sistema operativo adatto anche per la "casalinga di Voghera"...

bob

lunedì, gennaio 29, 2007

Vista? No grazie!

Oggi pomeriggio Microsoft ha invitato i più importanti blogger italiani per una dimostrazione di Vista, il nuovo sistema operativo prossimo al lancio anche nel nostro paese.

In attesa di vedere cosa ne pensano gli amici malgrado letture, presentazioni e test resto del parere di non avere trovato alcun motivo per il quale valga la pena cambiare il mio hardware, spendere un sacco di soldi e sottopormi alle sevizie dei sistemi di controllo della genuinità: resto del parere che mantenere XP per un po' per poi passare a Linux sia, almeno per me, la scelta giusta.

Sono tornato a casa presto perché devo preparare una lezione e ho fatto un esperimento credo interessante.

Ho preso un vecchio PC Pentium 4 che non uso e una distribuzione Ubuntu trovata qualche mese fa in edicola in una rivista. Ho cambiato la scheda grafica visto che ne avevo una molto buona che non uso più, ho portato la memoria a mezzo Giga ed ho collegato una vecchia stampante HP 1150.

Ho collegato rete, stampane, mouse, masterizzatore CD DVD ed amplificatore per sentire la musica, ho alimentato la macchina ed ho messo nel lettore il disco con un preciso proposito:
installare il tutto rispondendo solo alle domande banali, quelle per intenderci cui può rispondere chiunque, lasciando il valore di default per quelle che richiedono conoscenze specifiche (per esempio la scelta della modalità di partizione del disco) e cercare di vedere dove potevo arrivare senza MAI andare a linea di comando e senzaMAI consultare i manuali e le fonti in rete.
Dopo due ore ho ottenuto una macchina con interfaccia KDE (la trovo molto più logica di Gnome, ma è una questione di punti di vista) con tutte le funzioni che di fatto mi servono per lavorare:
  • Sistema operativo installato e aggiornato
  • Open Office perfettamente funzionante e compatibile con Microsoft office e Adobe PDF
  • Cafeine per musica e film
  • stampante e scanner attivi
  • riconoscimento di chiavette e dischi USB
  • supporto per la baia PCMCIA
  • Collegamento alla rete Fastweb
  • Firefox sincronizzato via Google con le mie altre installazioni
  • riconoscimento della macchina fotografica (Canon EOS) e Gimp per la elaborazione delle immagini
... più ovviamente un sacco di altre cose installate o installabili che non ho esplorato.

Come sempre performance ottime anche su una macchina relativamente modesta.

Chi mi conosce sa che ho sempre amato Linux, ma che nel passato ho sempre avuto grandi scontri con chi sosteneva il sistema essere pronto per essere usato da chiunque: andare a linea di comando, usare il mitico SUDO, comprendere il meccanismo dei MOUNT o compilare una applicazione partendo dai sorgenti non è cosa che tutti hanno voglia di fare o che tutti sanno fare.

Quest'ultimo esperimento mi ha fatto capire che le cose sono cambiate e che il crinale che divide gli utenti patiti della tecnologia dagli umani sta per essere superato.

Credo proprio che Vista non lo installerò!

martedì, novembre 21, 2006

Treni, Linux, Birmingham...


In Sardegna le ferrovie sono alimentate con corrente alternata.


I motori elettrici a corrente continua sono il modo migliore per fare correre i treni, ma la corrente alternata è più facile e meno costosa da trasportare ed è meno pericolosa: oggi è possibile portarla a bordo della motrice dove un sistema di raddrizzatori provvede a trasformarla nella corrente continua richiesta dai motori.


La Sardegna sarebbe dovuto essere il laboratorio sperimentale per questa, allora nuova, tecnologia, l'esperimento ebbe successo, ma rimase tale.


Nel continente le ferrovie sono alimentate a corrente continua: è molto più costoso, più complesso e più pericoloso (gli archi in caso di corto circuito sono più persistenti e le folgorazioni micidiali), ma si continua con questa scelta storica semplicemente perché cambiarla richiederebbe investimenti troppo ingenti.


Credo che per una motivazione del tutto analoga la città inglese di Birmingham abbia recentemente deciso di interrompere il passaggio da Windows a Linux: costava troppo, a regime probabilmente avrebbe portato un beneficio economico, ma gli amministratori hanno giudicato non fosse sufficiente a giustificare gli investimenti iniziali.


E' successo più o meno quanto cercavo qualche settimana fa di dire qui commentando un post di Beppe Grillo.


Io non ho visto i conti e non so se la decisione sia giusta o meno, ma certamente dimostra che la gratuità di Linux non è necessariamente una motivazione per la conversione di sistemi di grandi dimensioni e con molto software installato.


La comunità open piuttosto che assumere atteggiamenti alla Grillo (chi non passa a Linux o è un cretino o in malafede) dovrebbe meditare su quanto si dovrebbe fare per ridurre l'attrito di trasferimento e migliorare ancora la semplicità di uso: quello che va bene per gli smanettoni non è certo sufficiente per chi il sistema lo deve usare non per passione, ma solo per dovere professionale.


Molto è stato fatto, ma credo che molto si possa ancora fare...

Qualche esperimento...