giovedì, settembre 10, 2009

La risposta di Riccardo Luna, direttore responsabile di Wired Italian alle miei osservazioni sull'articolo sul Ritalin

Riccardo Luna, direttore responsabile di Wired, ha publicato risposta alle mie richieste di chiarimento sulla opportunità di pubblicare l'articolo sull'uso del Ritalin per diventare "genio in sette giorni".
Una premessa. Uno dei doni che mi ha portato il progredire dell'età, insieme ai capelli bianchi, è stato il culto del dubbio come abito mentale. Percependo la serenità con la quale Luna sembra ritenere normale la pubblicazione dell'articolo ho pensato di telefonare agli amici che tanti anni di permanenza professionale in ospedale mi hanno regalato. Ho parlato con un paio di anestesisti, che nel passato hanno amato e usato questo farmaco come rimedio per esempio al singhiozzo, ho parlato con uno psichiatra che per ovvi motivi si occupa di questo tipo si prodotti e con una persona che si occupa di farmacovigilanza.
Ebbene sapete cosa è successo? Tutti sono rimasti a bocca aperta e hanno detto "Non è possibile che abbiano pubblicato certe cose!".
Confortato da questi pareri riporto qui di seguito il testo della risposta di Luna e le mie osservazioni in merito.
Gentile signor D'Adda, ci sono molti facili modi per raggiungermi e non li devo certo spiegare a lei che è un maestro di tecnologia. Ma, per fare un esempio, se uno vuole davvero una risposta ed essere certo che il destinatario legga la domanda, può mandare un messaggio via fb, oppure un messaggio diretto via twitter, o meglio ancora, una mail a dir@wired.it. Pretendere che qualcuno insegua in tempo reale tutte le conversazioni aperte su qualunque piattaforma è pretendere molto, ma ci provereremo.
Mi chiamo Dadda, Roberto Dadda...

Su questo punto hanno già risposto in tanti, non sono così stupido da pensare che il direttore di una rivista passi le sue giornate andando a cercare in rete quando si parla di lui e della sua rivista, ma ci sono strumenti propri della rete social per farlo, credo sarebbe opportuno che ve li facciate spiegare da qualcuno perché fare una ricerca costante non è certo una cosa logica in rete. Francamente il fatto che una rivista come Wired ignori queste cose stupisce non poco.
Vorrei anche considerare una cosa: uno dei miei numerosi messaggi che segnalavano quello che personalmente ritengo sia un problema molto serio precedeva un messaggio al quale Luna ha regolarmente risposto con la usuale attenzione.

L'idea che qualcuno possa leggere in un suo thread un commento di una decina di parole senza accorgersi che è immediatamente preceduto da un commento di mille battute che comincia con "ho deciso di non rinnovare e di smettere di leggere..." francamente a me sembra un poco strano. D'ora in avanti prometto che segnalerò a Luna ogni mia parola relativa alla sua rivista utilizzando i numerosi canali che mi propone, e che lo confesso conoscevo già, manderei anche un piccione viaggiatore, ma non li tengo perché mi sporcherebbero la terrazza...
Non posso mandare messaggi diretti a Luna su FrienFeed perché io sottoscrivo lui, ma lui non sottoscive me, non lo posso fare su Facebook perché la mia richiesta di amicizia non è mai stata acettata...
Quanto alle critiche che gentilmente ci muove, le anticipo che la settimana prossima su wewired pubblicheremo il testo che troverà poi su Wired 8 di risposta alle obiezioni che ci sono state mosse. Tutte legittime, per carità, ma tutte con una risposta. Quello che non si può dire è che il combinato disposto Morozzi-Talbot non facesse emergere la pericolosità di certe scelte, ma su questo mi consenta di rinviare una risposta più articolata alla settimana prossima.Io credo che chi abbia letto i due articoli abbia capito benissimo come stanno le cose: bisogna avere fiducia nella gente e non pensare sempre di dover insegnare qualcosa al mondo.
Confesso che aspetto con interesse di leggere il documento promesso perché francamente quello che si legge qui lascia sconcertati per più di un motivo.
Innanzitutto dare per scontato che tutti leggano i due articoli per forza fino in fondo è un poco naif, il primo articolo tra l'altro è divertente il secondo lungo e noioso, in ogni caso non credo si possa imporre a nessuno la lettura globale di un gruppo si articoli.
Complice sempre il mio innato amore per il dubbio ho riletto con attenzione per la terza volta l'articolo della Talbot, è vero che si segnalano le possibili controindicazioni, ma la cosa è fatta in modo molto blando, la parte preponderante del messaggio riporta le mirabolanti cose che si possono fare dopo avere assunto i farmaci citati. Peraltro gli effetti collaterali di uno dei farmaci vengono definiti "minimi" in fondo all'ultimo capoverso della prima colonna di pagina 62 e l'intero articolo finisce raccontando che la persona citata all'inizio lo continua a prendere perché si trova bene.
Poi c'è il problema della copertina che è una apologia dell'uso del Ritalin per "diventare un genio in sette giorni". A parte la stupidaggine del messaggio, i farmaci come questo aumentano la capacità di attenzione e di resistenza alla fatica, ma se li assume un cretino cretino resta, il problema nasce dal fatto che la copertina non solo è la pagina più letta della rivista, anche da chi non la compera, ma è stata anche strillata con un grande poster nelle edicole (come invidio la vostra distribuzione!) e il messaggio è arrivato di conseguenza anche a un sacco di gente che non la ha comperata e non ha letto gli articoli.
Certo sarà contenta Novartis, che detiene il brevetto del farmaco, ma va anche considerato che se pubblicasse una pagina pubblicitaria con lo stesso messaggio otterrebbe molto probabilmente il sequestro della rivista e una serie infinita di grane legali!
E' infine vero che bisogna dare alla gente fiducia e non cercare sempre di insegnare al mondo, ma la deontologia della professione impone di non lanciare messaggi fuorvianti e pericolosi e di non fare la apologia di comportamenti rischiosi come l'assunzione di un farmaco di quella pericolosità senza controllo avendolo comperato in rete.
Infine, per quanto riguarda la domanda "come avete fatto a farvi prescrivere il Ritalin?", la risposta è nella inchiesta stessa. Lì elenchiamo una dozzina di modi per procurarsi queste pasticche, i modi che adottano gli studenti che le hanno scoperte ben prima che Wired arrivasse in edicola.
Peggio mi sento!

Nel mio candore avevo dato per scontato che la rivista avesse trovato un medico compiacente che dopo avere preso in considerazione la storia clinica dello sperimentante e dopo avere valutato le possibili interazioni con altri farmaci eventualmente assunti avesse prescritto il farmaco. Sarebbe stata una cosa certamente irregolare, ma almeno condotta con qualche garanzia di sicurezza.

Forse ho capito male e me ne scuso in anticipo, ma qui ci sarebbe un ente che ha comperato illegalmente un pericoloso farmaco e lo ha fornito a una persona, senza il minimo controllo, pagandola perché lo assumesse e scrivesse un articolo. Io non sono particolarmente esperto di questioni legali, ma l'intuito mi dice che c'è qualche cosa che non va. Spero di avere capito male!

Credo che più che delle inutili scuse ai lettori, come qualcuno ha proposto, Wired dovrebbe uscire con un articolo scritto da un farmacologo e da un medico che mettesse la gente in guardia dai gravi pericoli che si corrono cercando una scorciatoia per migliorare la propria mente, un effetto che lo studio porta anche se in modo più faticoso, dando all'articolo lo stesso risalto e una bella copertina...

13 commenti:

  1. Occhio! Mettersi contro una rivista é un conto. Contro Novartis o altre case farmaceutiche, puó essere rischioso.

    Io, sinceramente, temo per la mia salute :)

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  2. Francamente io non mi sono messo "contro una rivista", ma solo contesto una cosamolto specifica, in ogni caso io non credo che Novartis sia stata nemmeno informata di quello che si stava per pubbicare.

    bob

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  3. "Wired dovrebbe uscire con un articolo scritto da un farmacologo e da un medico che mettesse la gente in guardia dai gravi pericoli che si corrono cercando una scorciatoia per migliorare la propria mente".
    Addirittura!
    A mio parere e' già palesemente scritto (tra le righe) nell'articolo originale.Caro Bob, secondo me ti sei fatto condizionare dalla copertina (che peraltro ritengo spiritosa e vagamente lisergica..lo "Stupefacente" mi pare più che azzeccato.)

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  4. La tua posizione e` certamente condivisibile, ma estremamente conservatrice.

    Ritengo che il lettore medio di Wired abbia un pelino piu` di capacita` di discernere cio` che e` bene e male, a breve e lungo termine, della media dei lettori italiani, di /magazine/ e non.

    IMHO questa (presunta) necessita` di salvaguardare il lettore-fruitore mi sembra situarsi a meta` tra la paraculaggine e una blanda posizione /carlucciana/.

    Col peso dei miei 0.01 EUR, ovviamente.

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  5. Botta e risposta estremamente interesante. Al contrario del Daniele precedente non penso affatto che tu abbia un punto di vista conservatore, al contrario hai avuto il merito di sollevare il prboblema.

    Indubbiamente il messaggio percepito sul Ritalin sia dalla copertina e dall'articolo è positivo. Ma esistono moltissimi studi di tutt'altro avviso.

    Dal punto giornalistico quel pezzo mi ha incuriosito moltissimo, d'altra parte mi sono inquietato per il messaggio "apparentemente" positivo sul Rutalin.

    Daniele

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  6. Leggendo l'articolo ho avuto le tue stesse perplessità, e sono d'accordo anche sul fatto che il disclaimer "leggi tutto l'articolo" sia una pezzuola bagnata messa su tanto per fare, perché l'impressione generale che si ricava da tutto il servizio è proprio quella di un "impasticchiamoci tutti a cuor leggero, tanto male non fa".

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  7. Pur condividendo una certa prudenza di fondo con l'admin di questo blog su questo argomento, non sono d'accordo con le argomentazioni.

    Abbiamo una rete che permette di leggere di tutto e di piu' (ritalin, molotov, bombe fatte in case, ...), wired cerca una via "analogica" che ha un senso (sono un fan critico della rivista).

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  8. il problema a mio avviso è diverso:

    Perchè una rivista come Wired deve "fare notizia a tutti i costi" con questi "scoop" da stadio ?

    Quando mancano le idee (e gli argomenti veri) si fà ricorso a questi espedienti (magari sotto l'effetto del ritalin)

    Prevedo una fase di luna calante per wired (anche in considerazione della maggioranza di commenti negativi sui SN) nonostante gli abbonamenti "popolari e quadriennali"

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  9. "Tutti sono rimasti ha bocca aperta" è un refuso vero? Altrimenti richiamiamo Mike :)

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  10. Si certo, è la brutta abitudine di scrivere i testi di getto e poi rimaneggiarli spostando le frasi.

    Grazie!

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  11. @michele: "luna" calante e' una bella espressione per wired :)

    anyhow: che debba vendere mi pare ovvio, mica e' un'opera di beneficenza

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  12. @michele Mi sono riletto il codice deontologico, io la "scrittura tra le righe" non la ho trovata.

    bob

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