sabato, giugno 27, 2009

La visione olistica della rete…

Sentendo parlare della rete si ha spesso l'impressione che per qualche strano motivo l'immagine che la gente ne ha è olistica, si tende a prendere in esame Internet come se fosse un insieme indistinto.


Gli innamorati della rete tendono a considerare tutto quello che si trova bello e buono per definizione, per i detrattori tutto è indistintamente negativo e da evitare.


La rete, lo so lo ripeto spesso, non è altro che un potentissimo strumento di comunicazione e di accumulo e condivisione di informazioni. Considerarla nel suo insieme senza fare distinzioni è semplicemente stupido.


Corollario della visione olistica è la affermazione "la rete deve essere libera e senza limitazione alcuna". Come per ogni cosa anche in rete la libertà NON è un valore assoluto: la rete deve essere libera fintanto che la sua libertà permette a qualcuno di esercitarla a scapito di quella di qualcun altro. Martin Luther King affermava "La mia libertà finisce dove comincia la vostra!".


Ben vengano dunque tutte le limitazioni necessarie a mettere in pratica anche in rete questo fondamento della civile convivenza, e ovviamente solo quelle.


bob

Una Microsoft che ascolta…



La settimana scorsa sono andato ad un incontro in Microsoft con Pietro Scott Jovane, l'amministratore delegato, che, insieme ai suoi collaboratori, ha incontrato un certo numero di blogger.


E' stata una chiacchierata a ruota libera senza presentazioni formali e su argomenti vari. Confesso che la cosa che mi ha più, piacevolmente, colpito è la sensazione di avere davanti una prima linea Microsoft con una forte propensione all'ascolto, sensazione che a casa di Bill in moltissimi anni di frequentazione ho avuto pochissime volte.


Il momento non è facile nemmeno per la grande Microsoft: per la prima volta nella sua storia ha smesso in questi mesi di crescere, per la prima volta ha ridotto i costi ed ha lasciato, e lascerà, a casa un certo numero di dipendenti. Dato interessante e promettente è, malgrado tutto, un aumento considerevole nelle spese di ricerca e sviluppo.


Alla fine della riunione plenaria ci siamo divisi per vedere una serie di prodotti: quello che mi ha più colpito e sul quale ho passato la stragrande maggioranza del mio tempo è Microsoft Surface.


Multitouch…


La manipolazione diretta di oggetti con il mouse è stato uno dei grandi passi avanti nelle interfacce uomo-macchina dopo anni di terminali alfanumerici, ma è fortemente limitata dal fatto che il mouse pilotando l'unico cursore permette di controllare un solo oggetto per volta. Fin dagli anni ottanta si cominciato a lavorare su sistemi che superassero questo limite permettendo una manipolazione si più punti: le tecnologie ancora immature a la scarsa potenza dei sistemi disponibili confinò la cosa ai laboratori ed alle applicazioni specialistiche. Oggi le cose sono radicalmente cambiate.


Apple con iPhone ha applicato in modo interessante il paradigma del multiplo tocco (multitouch) permettendo manipolazioni dirette come lo scorrimento delle pagine e il ridimensionamento delle immagini, pur con la limitazioni del riconoscimento di solo due dita. Chiunque abbia avuto in mano un iPhone sa quanto la cosa sia naturale e comoda.


Da parecchi anni Microsoft sta lavorando, con un progetto chiamato in codice Milan, alla sua versione del tocco multiplo con un progetto che è stato presentato come Microsoft Surface.


Quello che abbiamo visto è un tavolino che presenta sulla superficie una immagine simile ad uno schermo: sul fondo della scatola c'è un proiettore e intorno al proiettore quattro telecamere capaci di "vedere" i raggi infrarossi, in buona sostanza il calore. Delle dita viene rilevato il calore mentre per vedere anche gli oggetti sono presenti quattro sorgenti a led infrarossi. Un personal computer controlla il tutto proiettando le immagini e rilevando il tocco delle dita e gli oggetti messi sulla superficie, il sistema vede anche tocchi multipli ed è ottimizzato per vederne e gestirne fino a cinquantadue!


A questo punto le possibilità di interazione diventano infinite. Possiamo a questo punto appoggiando un telefono cellulare lo possiamo identificare, lo possiamo controllare via blue thoot, possiamo disegnare sulla superficie una interfaccia intorno al telefono e lo possiamo pilotare. Se appoggiamo due telefoni possiamo per esempio ordinare la sincronizzazione con un gesto delle dita. Una macchina fotografica potrà essere contornata dalle foto che contiene che potremo manipolare, osservare, modificare e salvare per esempio spingendole con le dita dentro un disco o su un DVD che potrà essere masterizzato, tutto questo senza mai vedere una tastiera.


In un programma grafico si potrà disegnare e dipingere con veri pennelli fisici e un pagamento potrà avvenire appoggiando fisicamente la carta di credito sulla superficie del tavolo.


Il sistema riconosce anche targhette (tag) che possono essere stampate su un foglio adesivo e messe sugli oggetti. Immaginate un ristorante che riconosce i piatti che vi sono stati serviti e vo consiglia un vino o un tavolo sul quale appoggiare le bottiglie di liquore disponibile ottenendo l'elenco dei cocktail che è possibile realizzare con quella materia prima.


A questo punto il limite è solo la nostra fantasia e la capacità di realizzare software adatto.

L'hardware ha ancora un prezzo piuttosto alto, si parla di qualche cosa tra i cinque e diecimila euro, ed è di conseguenza limitato alle applicazioni professionali quali le macchine per gioco dei casinò, le reception degli alberghi e gli uffici, ma come sempre succede il prezzo è inversamente proporzionale al numero delle macchine realizzate e di conseguenza a fronte di un successo potrà scendere in modo anche rilevante.

Nel frattempo in casa Microsoft il progetto, con nome in codice Second light, continua. E' prevista la introduzione di un secondo proiettore per poter realizzare interfacce più ricche e veloci e la estensione dl rilevamento, oggi limitato a quanto si appoggia sulla superficie, per poter identificare per esempio anche gesti delle mani anche lontane dalla superficie del tavolo.


Da tenere sott'occhio…

I filmati sono stati realizzato al volo, la qualità non è eccezioanale, ma danno una idea delle potenzialità del sistema.

A Las Vegas sono stati installati tavoli da gioco basati su questa macchina.



Il sistama è ovviamente anche molto interesante per chi scrive videogiochi.



Un programma di servizio per gli sviluppatori permette di visualizzare tutti i dati che il sistema riloeva di ogni tocco.



Il sistema riconosce contemporanemente un numero impressionante di tocchi.



Per l'imput è possibile ovviamente utilizzare una tastiera virtuale.



Le applicazioni sono potenzialmente infinite e limitate solo dalla nostra fantasia.

martedì, giugno 09, 2009

Ditemi che è uno scherzo!


Berlusconi è certamente lombardo, la Brambilla stando al nome è molto probabile che lo sia.

La prima cosa che mi è venuta in mente quando ho visto quello che pare essete il nuovo marchio della iniziativa per rilanciare il turismo italiano è stata " offelè fa el tò mestè" (letteralmente "pasticcere fai il tuo mestiere"): un proverbio milanese che invita ognuno a limtarsi a fare bene quello che sa fare. I nostri due eroi lo conoscono di certo, ma sembra, purtroppo, che non lo mettano in pratica.

Una qualche porcheria del genere la abbiano fatta tutti il primo giorno che ci siamo trovati a giocare con Photoshop, ma poi abbiamo tutti capito che certe cose è meglio lasciarle fare a chi le sa fare.

La sfortunatissima e costosissima iniziativa www.italia.it ne ha viste di tutti i colori con un marchio che è andato via via deteriorandosi fino ad arrivare a questo obbrobrio che tra l'altro per forma e sfondo sarebbe difficilissimo da includere un una pagina web.

Spero proprio che sia uno scherzo...

bob


venerdì, giugno 05, 2009

Software, dove sono le utilitarie?



Quando devo comperare una automobile la prima cosa che devo fare è decidere la categoria della macchina che cerco: potrei avere bisogno di una utilitaria per la città, potrei avere bisogno di una berlina di grandi dimensioni per i lunghi viaggi, di una Formula uno per correre un Gran premio, potrei avere bisogno di una jeep (odio il termine SUV quasi come i SUV sui marciapiedi della città) per la mia casa di montagna, potrei avere bisogno di un pulmino per le gite con gli amici…

La cosa è talmente logica che se entrando in una concessionaria trovassimo solo pulmann, con piccole differenze negli accessori, e se tutte le concessionarie della città fossero piene solo di torpedoni dello stesso modello penseremmo di essere in un incubo che al risveglio smetterà di esistere.

Di fatto quando andiamo a comperare il sistema operativo per un PC dappertutto c'è lo stesso sistema venduto in scatole di colore diverso e a prezzi diversi: la base è identica e salendo nella gamma tutto quello che succede è che al sistema vengono aggiunte componenti con diverse funzionalità.

E' un po' come se il pulmann fosse sempre lo stesso e fosse l'unico mezzo di trasporto disponibile e che ci venisse offerta la possibilità di comperarlo in versione base spartana o di aggiungere portascì, toilette, aria condizionata, navigatore… ma sempre quel pulmann è!

Nel software non è stato sempre così: IBM nel suoi anni d'oro aveva per ogni macchina diversi sistemi operativi e la scelta era una delle attività principali delle fasi preliminari dei progetti.

Francamente trovo la cosa folle e mi ricorda un po' l'inizio del mondo della automobile quando Ford, che era la sola macchina acquistabile da tutti, offriva un modello solo e di un solo colore, il nero.

Forse anche il mercato del software dovrebbe maturare!

Il mio giardino nuovo è già pieno di erbacce!



In questi ultimi tempi ho dovuto, per varie ragioni, cambiare spesso PC partendo da macchine nuove appena uscite dal negozio.

Uno dei problemi di Windows è la sua tendenza a "sporcarsi": chi, come succede a me per ragioni professionali, installa e disinstalla spesso software si ritrova dopo un po' di tempo con una macchina lenta, che spesso da problemi come per esempio tempi di spegnimento biblici ed alla fine la deve "rifare" installando dall'inizio sistema operativo e programmi dopo avere salvato con cura i propri dati.

Uno dei modi per ridurre la frequenza di queste fastidiose perdite di tempo è cercare di tenere la macchina "pulita" installando solo quello che veramente serve e disinstallando con cura le applicazioni che non servono più.

Il problema è che qualsiasi macchina comperiate oltre al sistema operativo arriva con una marea di programmi già installati che di fatto ben difficilmente userete mai.

Passi per i programmi regalati, se non mi servono sono già un fastidio, ma almeno non mi chiedono di spendere denaro. Il problema è che la maggior parte dei programmi non compresi nel sistema operativo che mi trovo sulla macchina non rappresenta un regalo, ma una offerta in prova: quando partono mi informano che per continuare a usarli devo pagare.

Questa mattina ho deciso di ripulire una delle mie macchine, inutile indicare la marca perché l'esperienza con macchine di altre due macchine di marca diversa è stata nel passato assolutamente equivalente. La logica vorrebbe che ci fosse un programma con la indicazione del software in prova installato dal quale poter decidere cosa lasciare e cosa togliere.

Errore!

Non solo non esiste un software del genere (che sarebbe banalissimo realizzare), ma non esiste nemmeno un elenco preciso di quello che è stato installato sopra il sistema operativo. Trovato il software spesso non esiste un programma di disinstallazione e bisogna perdere del tempo per andare a cercarlo nel programma di gestione delle applicazioni di Windows. Trovate una quindicina di giochi? Li potete installare in un colpo solo? No! Bisogna andarne a cercare il nome uno per uno con il rischio di disinstallare qualche cosa di importante. I giochi sono nella stessa cartella? No! Sono spesso sparsi in giro per il disco!

Morale: ho lavorato due ore, sono stato spesso costretto ad andare in rete per capire cosa diavolo fosse un programma del quale non avevo mai sentito parlare e non sono del tutto sicuro di avere cancellato tutto quello che non mi serve e che occupa la mia macchina inutilmente.

Qualcuno potrebbe dire che avrei potuto reinstallare da nuovo il sistema operativo, ma non credo sua una buona soluzione per un paio di motivi. Innanzitutto le macchine oggi vengono distribuite senza un DVD del sistema operativo che viene salvato dall'utente e non sono del tutto sicuro del fatto che quel salvataggio non si porti dietro anche il software aggiuntivo. C'è poi il problema dei vari driver che servono per fare funzionare correttamente l'hardware della macchina.

La cosa raggiunge livelli al limite del surreale quando anche in una macchina priva di lettore/scrittore di DVD vengo invitato dal sistema a eseguire una copia di backup: se per usare il tuo PC è indispensabile comperare anche un lettore esterno me lo devi almeno dire prima!

I driver da tempo non sono distribuiti con la macchina su un CD e di conseguenza partendo da una installazione vergine si è costretti ad andarli a cercare e qui, per la maggior parte dei produttori, si vive un altro incubo.

Una persona dalla mente semplice come me è portata a pensare che entrando nel sito del produttore e indicando il modello della macchina sia possibile scaricare un unico grande file con una unica procedura di installazione capace di mettere al loro posto i vari driver verificando automaticamente quali siano le componenti opzionali effettivamente installate.

Errore!

La pagina dei driver della macchina è quasi sempre sterminata, sono presenti diverse versioni dei driver e la differenza non è facile da capire e, cosa più grave, non è facile capire quale versione delle diverse componenti hardware è installata sulla macchina semplicemente perché non è disponibile una lista precisa da nessuna parte. Spesso si finisce per dover procedere per tentativi.

Cari produttori di hardware ecco la letterina dei miei desideri:
  1. Quando compero una macchina mi piacerebbe ancora avere due bei dischi, uno con il sistema operativo, l'altro con tutti i driver necessari al funzionamento dell'hardware che ho comperato. In subordine mi piacerebbe poter scaricare le immagini di questi due dischi dal sito del produttore indicando solo un codice che dovrebbe essere riportato sulla etichetta della macchina e che ne identifichi in modo univoco tutto l'hardware. (In realtà vorrei poter comperare anche una macchina senza sistema operativo, ma questa è un'altra nota storia)
  2. Se sulla macchina è stato installato del software aggiuntivo ne vorrei almeno l'elenco.

  3. Per il software installato come trial vorrei avere un programma che me lo indicasse e che mi permettesse, in un colpo solo, di decidere quale cancellare, quale mantenere sul disco per provarlo e quale comperare.
Il mondo del software è strano: cosa direste voi di un supermercato che mi riempisse alla fine della spesa automaticamente il carrello con tutta una serie di prodotti che io non ho richiesto e lasciasse a me l'onere di cercarli per togliere quelli che non mi interessano prima di passare alla cassa?

Qualche esperimento...