Raiperunanotte...
Da qualche giorno penso all'evento di questi giorni in rete: la trasmissione Raiperunanotte.
Più ci penso e più ritengo che tutto questo entusiasmo e questo considerare la cosa un evento di portata epocale mi lascia molto perplesso: qualcuno è arrivato a dire "... La televisione non serve più, c'è Internet!".
Guardando la trasmissione è ovvio che si tratta di una produzione televisiva professionale con tutte le caratteristiche di una normalissima trasmissione televisiva, l'unica cosa che è cambiata è la diffusione che è avvenuta via Web, perché questa è l'unica vera novità, la trasmissione via Internet, IPTV, è diffusissima ed io per esempio la uso da anni essendo cliente Fastweb/Sky. Colpisce anche il fatto che qualcuno sembra stupirsi perché si vede e si sente bene: mai visto Youtube, un qualsiasi congresso ritrasmesso in streaming o un lancio di prodotti Apple?
In realtà la trasmissione non usa nulla delle caratteristiche del Web che potrebbero rendere la esperienza di ascolto sulla pagina più completa e interessante. Certo c'è stato un gran traffico su Twitter e sui social network in generale, ma si è trattato ancora di servizi completamente separati, la cosa si sarebbe potuta fare per qualsiasi altra trasmissione televisiva.
Certamente il valore della cosa è stato sociale e politico, il fatto di potere utilizzare una canale alternativo per superare le assurde operazioni censorie RAI ha un grande significato, ma da qui a dire che non si tratta di televisione e che la televisione non serve più ce ne passa!
Francamente credo che le radio in rete che spesso si possono ascoltare in occasione di situazioni politiche estreme siano molto più significative.
Mi ha anche stupito il fatto di considerare un grande risultato una trasmissione che dopo un passaparola impressionante e una esposizione mediatica più che significativa ha raggiunto a malapena il 10% dell'audience media della equivalente trasmissione televisiva, un ascolto che in televisione sarebbe stato considerato estremamente deludente!
Tra l'altro si è inneggiato all'evento Internet più grande d'Italia, ma, come fa notare Quinta, anche qui la cosa non è vera.
Io credo fermamente al futuro della televisione via web, ma penso a qualche cosa si molto diverso, certamente on demand e per esempio integrata in modo nativo con una rete sociale e una piattaforma di interazione e di condivisione di contenuti generati dal basso. Credo comunque a una lunghissima convivenza con le tradizionali televisioni generaliste a palinsesto definito.







