domenica, dicembre 27, 2009

Quello che conta è l'ecosistema...



Quando nel 1978 è nato Apple II non era certamente il miglior PC, le macchine con il sistema operativo CP/M erano per molti versi più sofisticate.  Quello che fece la differenza fu il software a cominciare da Visicalc, il primo foglio elettronico seguito poi da applicazioni mitiche come per esempio WordStar, il primo programma per la elaborazione di testi veramente utilizzabile.

Si racconta che la gente entrasse nei negozi chiedendo di poter usare Visicalc, il PC non era che una conseguenza priva di grande interesse.

Allora mi occupavo di impianti chimici e nucleari e poter sostituire le grandi lavagne di calcoli con un foglio elettronico ci sembrava un sogno e ci faceva risparmiare giorni e giorni di calcoli sopratutto quando si dovevano calcolare i flussi con riciclo.

A pensarci bene la cosa è molto logica: quando si compera uno strumento non ha molto senso preoccuparsi di bits, magabytes e megahertz, quello che conta veramente è la efficacia nella soluzione dei problemi che dobbiamo risolvere.  Quando comperava Visicalc la gente "normale" pensava alle simulazioni finanziarie che doveva fare, quando comperava WordStar al libro che stava per scrivere.

In questi giorni ho avuto in mano il nuovo cellulare Android di Acer: è una macchina bellissima, a me piace perfino di più dell'iPhone che oramai fa parte della mia vita in ogni momento.

Il prezzo è molto inferiore a quello di iPhone, ma credo che la mia scelta sarebbe comunque indirizzata verso Apple non per l'hardware, ma per l'enorme ecosistema che vive intorno al telefono della casa di Cuppertino: più di 65.000 programmi, molta fuffa ovviamente, ma anche moltissime applicazioni utili e ben disegnate e una scelta che permette di trovare la applicazione più gradevole e più adatta ai bisogni di ognuno.  Per non parlare di tutto quello che offre, oltre le applicazioni, iTunes.

Probabilmente l'unico sistema operativo per il quale potrebbe nascere un ecosistema che possa fare concorrenza a quello di iPhone è proprio Android, ma ci vorrà del tempo.

In realtà il motivo è identico a quello che mi ha fatto decidere di comperare un Kindle scegliendolo anche al confronto di altri lettori dalle caratteristiche hardware migliori: introno a Kindle c'è tutto l'ecosistema di Amazon al quale il lettore è collegato in tutto il mondo attraverso la rete cellulare.

In un mondo sempre connesso i parametri di scelta cambiano radicalmente.

Leggendo La Stampa su Kindle, le comiche...



Dopo avere sfogliato La Stampa su Kindle scorrendone i titoli, cosa che mi ha ispirato il post precedente, mi sono messo a leggere gli articoli e devo dire che un passaggio di quello di prima sul tentato attentato al volo Amsterdam Detroit contiene un passaggio esilarante.

"ha usato la siringa per iniettarsi una sostanza-detonatore e quando è uscito (dal bagno) sanguinava ad una gamba"

Il giornalista probabilmente prima di scrivere il pezzo deve avere visto l'ultimo film su Sharlok Holmes dove una scena del genere sarebbe stata assolutamente plausibile!

Ovviamente l'attentatore non si è iniettato nulla "nella gamba", ma nei sacchetti di esplosivo che si era cucito nelle mutande.

Mi chiedo se nessuno rilegga gli articoli prima di mandarli in stampa...

bob

La Stampa su Kindle, bella, ma con un problemino facilmente risolvibile...


Da qualche mese leggo ogni mattina La Stampa sul mio Kindle, la comodità del ricevere il quotidiano direttamente via rete e poterlo leggere a colazione mi ha fatto abbandonare il Corriere della Sera che leggevo da decenni.

Il servizio è ottimo, la leggibilità perfetta, il ritaglio degli articoli che mi interessano facilissimo.

L'unico problema è di usabilità e riguarda la sequenza con la quale gli articoli vengono caricati nel file: gli articoli sembrano spesso disposti in modo assolutamente casuale, gli articoli che riguardano la stessa notizia non sono raggruppati e qualche volta si trovano pezzi orfani con effetto quasi comico.

Probabilmente i pezzi vengono caricati automaticamente nella stessa sequenza usata per il giornale senza tenere conto del fatto che nella pagina si va a capo e di conseguenza due articoli affini appaiono vicini perché uno sotto l'altro, nel Kindle tutto è invece sequenziale.

Un piccoli risolvibilissimo (basta aggiungere un flag di gruppo per esempio) problema in un ottimo servizio, ma mi chiedo come sia possibile che nessuno se ne sia accorto in tutti questi mesi...

bob

sabato, dicembre 26, 2009

Cinema Odeon a Milano, poca attenzione alla usabilità!



Oggi sono andato al cinema, l'Odeon di Milano a un passo dal Duomo.

Entrato dieci minuti prima dell'inizio del film mi sono trovato in una sala completamente buia con non poche difficoltà per trovare il mio posto.  Sullo schermo le solite stucchevoli pubblicità.

In sala tutti a girare con i telefonini usati come pila alla ricerca del proprio posto.

Pochi minuti prima del film, quando la pubblicità passa ai trailer dei film in uscita e diventa interessante, ecco che le luci si accendono.

Forse un minimo di attenzione alla usabilità e di rispetto per i proprio clienti suggerirebbero di lasciare accese le luci anche durante la pubblicità pagante in modo che la ricerca del proprio posto non diventi una specie di faticosa caccia al tesoro!


bob

PS anche sulla usabilità del sito ci sarebbe molto da dire, ma lo ha già fatto bene Alfonso.

mercoledì, dicembre 23, 2009

Mi chi vi ha nominato rappresentanti della rete?



Con l'aumento della visibilità della rete sono apparse persone, che per decenni non abbiamo mai visto qui, che si presentano con rappresentati della rete.

Chi li abbia nominati e delegati non è molto chiaro, chiederlo provoca spesso reazioni stizzite, chiedere chiarimenti non serve perché la spocchia di questi signori è impenetrabile, ma vanno, per esempio, in televisione a rappresentarci!

L'ultima fesseria è quella di proporre la incomprensibile Carta Etica Digitale come base da proporre a Maroni per dare alla rete delle regole.

La cosa è palesemente folle e molto pericolosa per il futuro della rete stessa nel nostro paese.  Il problema non è dare nuove regole, le regole ci sono già nei codici che regolano la convivenza civile, il problema è solo capire come renderle applicabili quando di usa uno strumento di comunicazione, perché Internet altro non è, dalle caratteristiche nuove.

La carta digitale, il termine è impropriamente usato per indicare in realtà la rete, prevede regole di interoperabilità, controllo delle fonti, "compilazione" (termine usato in modo fascinosamente misterioso): l'ultima cosa che chi ama la rete dovrebbe desiderare è che questi argomenti vengano regolamentati per legge!

Certo che vedere in rete, mondo ideale per la democrazia diffusa, gente che non rappresenta nessuno che si arroga il diritto di rappresentarci tutti è un po' bizzarro.

bob

lunedì, dicembre 21, 2009

Lettera aperta alla Associazione Innovatori



Da qualche tempo la Associazione Innovatori pubblicizza la sua proposta di Carta Etica Digitale dichiarando di volere aprire un dibattito sull'argomento.  Leggendo la carta si evince un uso assolutamente improprio del termine "digitale", si tratta in buona sostanza di una proposta di Carta Etica della rete.

La prima pagina del loro sito recita: "Innovatori è un'Associazione indipendente che promuove il confronto, il dibattito e la condivisione delle esperienze fra i partecipanti."

Qualche tempo fa mi sono letto la carta e ho chiesto qualche chiarimento su punti che non avevo capito e che continuo a non capire.

Massimo Melica (che sembra essere l'unico titolato a questo genere di rapporti) inizialmente mi disse che aveva molti impegni e di conseguenza bisogno di un poco di tempo per rispondere, successivamente a dichiarato che non pensava valesse la pena perdere del tempo per rispondere. "confronto, dibattito, condivisione", come direbbe Mina "parole, parole, parole".


Francamente faccio molta fatica a capire un atteggiamento del genere e penso che dopo avere sbandierato ai quattro venti questa iniziativa, dopo averla portata addirittura in TV in nome della "rete" con una delega dalle origini non ben chiare, rispondere alle garbate domande di un navigatore sarebbe abbastanza naturale e corretto.

Riporto dunque qui di seguito le mie domande sperando che qualche innovatore trovi il tempo per dare una risposta, probabilmente si tratta di incomprensioni da parte mia, ringrazio per i chiarimenti e mi scuso in anticipo.

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 Da qualche tempo gira in rete una carta etica che a me lascia qualche dubbio sia in relazione alla sua utilità e opportunità, sia nella sostanza di alcuni degli articoli.

Francamente io penso che la rete, che altro non è che uno strumento di comunicazione e di accumulo di sapere, non abbia bisogno di un codice etico speciale, in rete dovrebbero valere l'etica e le leggi che già ci sono e che regolano la civile convivenza.

Leggendo la carta proposta la prima domanda che viene spontanea è: chi aderisce?

Un codice etico come lo definisce Wikipedia "Il termine codice etico, definisce in sintesi quell'insieme di principi di condotta che rispecchia, in riferimento a un determinato contesto culturale, sociale o professionale, particolari criteri di adeguatezza e opportunità."  Se ho capito bene una carta è un codice senza sanzioni, bene resta da capire chi debba aderire.

Sottoscrivendo la carta ci si impegna a rispettarla, ma leggendo la carta proposta si trovano articoli che dovrebbero essere sottoscritti da utenti, articoli che regolano il comportamento di fornitori di servizi e addirittura articoli che si riferiscono a governi.

Riporto qui di seguito gli articoli che non ho capito.
Art.4 (Rispetto)
Chiunque nell’utilizzo di Internet e’ chiamato al rispetto della risorsa tecnologica nell’interesse proprio e della collettività.
Cosa vuole dire rispettare una risorsa tecnologica? Non spammare? Non spedire file troppo grandi in modo da non intasarla?
Stupisce un codice etico dove ci si impegna a rispettare una tecnologia, ma non si dice nulla del rispetto che si deve portare alle persone.
Art.5 (Verifica)
Chiunque nella diffusione di informazioni deve accertare e verificare, prima delle divulgazione delle stesse, la veridicità della fonte.
 In rete io sono libero di raccontare la prima cosa che mi viene in mente, a patto che non sia lesiva della libertà e dei diritti di qualcun altro.  Posso benissimo raccontare bugie esattamente come posso fare al bar con gli amici.  Che senso ha impormi il controllo delle fonti?
Voglio fare un filmato che dimostri che questa mattina sono passati due asini volanti qui in corso Buenos Aires?  Sono liberissimo di farlo, il controllo delle fonti sarà un problema del giornalista che riprende la notizia, lui si è tenuto al controllo delle fonti!
Art.7 (Anonimato)
Chiunque può ricorrere a sistemi di anonimizzazione etica qualora il Governo del proprio Paese ponga in atto azioni lesive verso i diritti e le libertà fondamentali dell’uomo.
 Questa è la fiera della ingenuità.  Un governo canaglia che pone in atto azioni lesive dei diritti dei propri cittadini secondo voi sottoscriverà mai un codice etico?
Questo articolo è anche molto pericoloso perché pone le basi alla apertura a un anonimato anche nei confronti della autorità giudiziaria che è l'ultima cosa della quale la rete ha bisogno.
Art.8 (Compilazione)
Chiunque scrive ed esegue un codice o un algoritmo informatico deve rispettare i diritti personali e patrimoniali altrui.
 A parte l'uso misterioso del termine "compilazione" cosa diavolo vuole dire "scrive ed esegue codice o un algoritmo informatico"?
Dunque il codice è sempre l'espressione di un algoritmo (algoritmo informatico non vuole dire nulla) che trasformato in programma viene eseguito e da luogo, per esempio, a un servizio.
Proporrei di sostituire la cosa con "chiunque eroga un servizio in rete".
Compilazione in informatica è l'operazione che trasforma il codice in un programma eseguibile.  Se prendiamo questa accezione stiamo dicendo che la regola vale per i linguaggi compilati e non per quelli interpretati?  In Javascript sono libero di fare quello che voglio, se uso Java sono tenuto a rispettare questo articolo?
Art.9 (Standard)
Chiunque scrive ed esegue un codice o un algoritmo informatico deve porre ogni azione affinchè sia possibile garantire l’interoperabilità dei sistemi.
 Perché mai se realizzo un servizio in rete ne dovrei garantire la interoperabilità, che tra l'altro andrebbe meglio definita?
Se lo voglio posso decidere di fare un servizio blindatissimo che non parla con nessuno: cosa ci sarebbe di non etico in questo? Il servizio è mio e lo realizzo come voglio, sarà nel caso poi il mercato a punirmi se la interoperabilità era un requisito importante.
Art.10 (Gratuità)
Chiunque produce e diffonde liberamente la propria conoscenza deve essere agevolato secondo il principio di sussidiarietà.
Qui francamente non riesco a capire di cosa si stia parlando!
Io non credo serva una carta etica, ma se la vogliamo fare almeno facciamola logica, comprensibile e mirata: lo stesso codice di comportamento non può valere per me, per Google e per il Governo perché facciamo cose molto diverse con diverse prerogative.

venerdì, dicembre 18, 2009

Confronti...




Sono un feticista della cancelleria in genere e della stilografica in particolare.  Amo la stilografica e gli inchiostri di diverso colore, ragion per cui ne posseggo e uso quotidianamente un certo numero.

In novembre due della mie stilografiche hanno avuto lo stesso problema di alimentazione dell'inchiostro al pennino, scrivevano per poche righe e poi di smettevano.

Ho portato la Mont Blanc nel negozio in Montenapoleone e la Aurora Hastil in un notissimo e blasonato negozio di penne del centro di Milano, visto che non mi risulta che Aurora abbia un suo negozio.

Alla Mont Blanc hanno provato la penna e mi hanno detto "torni tra un'oretta".  Dopo un'ora sono tornato, penna a posto e nessuna richiesta di denaro.

La mia cara e bellissima Hastil portata per la riparazione in novembre mi dicono sarà pronta, forse, in febbraio...




Secondo voi di quale marca sarò la prossima stilografica che finirò per comperare quando mi innamorerò di un nuovo colore di inchiostro?

bob

giovedì, dicembre 17, 2009

Gruppi Facebook che cambiano nome, una vergogna!



Non sapevo che un gruppo Facebook potesse cambiare nome e francamente penso che la cosa dovrebbe essere vietata.

Catepol ha fatto un po' di indagini e segnala qui cambiamenti di nome incredibili.

Il gruppo “il NUOVO FACEBOOK fa cagare” sembra essere diventato improvvisamente “Sosteniamo SILVIO BERLUSCONI contro i FAN di massimo tartaglia”, una cialtronata che si commenta da sola!

Se io fossi uno di quelli che ha aderito al gruppo trovarmi a sostenere una causa o una idea e mi trovassi poi nella lista di chi ne sostiene un'altra radicalmente diversa mi sentirei preso in giro.


A pensarci bene si tratta di una sottile forma di furto di identità!


bob

martedì, dicembre 15, 2009

La legge è uguale per tutti, anche per la rete!



Non sono esperto in materia legale, ma con il buon senso del padre di famiglia mi pare di avere capito che la legge italiana punisca, giustamente, la apologia di un delitto.

Credo che se stampassi un volantino che inneggiasse alla azione di qualcuno che ha provocato gravi danni personali a una persona i volantini mi verrebbero sequestrati e potrei a mia volta essere perseguito.

Bel venga dunque l'intenzione di bloccare siti e pagine web che inneggiano alla violenza verso chiunque, presidente del consiglio compreso, e ben venga una azione legale decisa contro chi la legge ha violato, nel mondo degli atomi come nel mondo dei bit.

Dobbiamo convincerci che la rete non è un far west libero da ogni civile regola di convivenza, la rete è solo uno strumento di comunicazione e come tale deve sottostare alle regole come ogni altro strumento di collaborazione.

Tra l'altro tutti questi imbecilli che inneggiano a Tartaglia in rete non fanno altro che il gioco di Berlusconi che giustamente, dal suo punto di vista, cercherà di trarre da questa vicenda il maggior beneficio elettorale possibile.

E non mi si venga a parlare di delitto di opinione perché sarebbe un insulto alla intelligenza!

sabato, dicembre 12, 2009

H3G, riflessioni sulla risposta di MaxKava



Qui di seguito riporto i messaggi che Massimo Cavazzini, in rete maxkava, di Tre ha postato sul precedente thread e per i quali lo ringrazio sinceramente.  Intercalati i miei commenti.

Una premessa: tutto il mio discorso non vuole avere rilevanza legale, molto probabilmente i contratti sono scritti in modo da proteggere il provider, e non sono nemmeno sicurissimo che nel mio caso la chiavetta sia in comodato, certamente non ho percepito di averla comprata.

Il mio discorso attiene alle aspettative del cliente e al comportamento che io penserei logico in questo tipo di contratti. Quando sono andato a chiedere se mi avessero detto che avrei dovuto chiudere un contratto ed aprine un altro per avere la sostituzione della chiavetta lo avrei certamente fatto e mi sarei legato per altri due anni, quello che non ho mandato giù è l'affermazione "chiude il contratto con penale perché lei ha cambiato il software".  Io non ho cambiato il software, io ho comperato un nuovo PC perché l'altro si è guastata e oggi è impossibile trovare in commercio un PC che non abbia a bordo Windows 7!

Ho risolto usando una macchina Ubuntu e probabilmente finirò per confermare il contratto con 3 solo perché inspiegabilmente è l'unica a proporre un contratto a traffico e non a tempo, ma certamente non sono contento.  Per i telefoni aziendali proporrò che vengano passati su altro provider perché la copertura dati, non espressamente 3G, ma dati di 3 è nettamente inferiore a quella dei concorrenti e quando si viaggia per esempio in treno si è sempre in roaming!

Quello che ho imparato da questa vicenda è che:


1) quando stipuliamo un contratto con 3 il funzionamento del sistema che ci viene dato in bundle e/o in comodato è garantito ESCLUSIVAMENTE per il software che stiamo usando in quel momento, se alla prossima patch di sicurezza o al prossimo service pack la chiavetta smettesse di funzionare 3 considera il problema vostro e il fatto che vi colleghiate o meno a lei non interessa, basta che paghiate.


2) quando 3 parla di ottima copertura si riferisce alla sola copertura 3G, se dovete scaricare la posta e, come succede a me, vi interessa una ampia copertura dati in genere senza guardare tanto alla velocità la copertura risulta certamente più modesta di quella di altri operatori, almeno lontano dai grandi centri abitati.


3) per 3 un cliente vale meno di 20 euro!

Rispondo a Massimo:

Caro Roberto,
prendo spunto dai tuoi due post per chiarire quelli che sono, secondo me, equivoci macroscopici nelle argomentazioni che porti a sostegno della tua tesi. Iniziamo con il dire che la risposta dei negozianti è stata corretta: non è possibile cambiare nel bel mezzo del contratto a piacimento l’hardware che ti è stato fornito in comodato d’uso gratuito. 



Io non sto cambiando "a piacimento" io chiedo che la connessione funzioni con l'unico sistema operativo che oggi posso comperare su una macchina!


E’ banale osservare che è nell’interesse di 3 che il cliente sia soddisfatto e possa usare la miglior rete 3G in Italia, e quindi si lavora a stretto contatto con i produttori di hardware affinché i driver per ogni nuovo sistema operativo vengano rilasciati al più presto. Così è stato per Windows Vista (o MAC OS nelle versioni uscite recentemente) negli anni scorsi e così sarà per Win7: è solo questione di tempo. Quindi posso già dirti che nei prossimi giorni il produttore della chiavetta che hai rilascerà i driver: esistono già ‘in the wild’, devono essere certificati prima di essere distribuiti ufficialmente.

Le versioni beta di Windows 7 sono state messe in circolazione con larghissimo anticipo proprio perché fosse possibile scrivere driver per i vari apparati, il problema è volerlo fare, la mia chiavetta è marchiata 3 ed io mi aspetto che 3 che me la ha data e che la vende sotto il suo marchio ne garantisca funzionamento e aggiornamento.  Non è che quando vado alla Volvo con un problema al motore mi mandano da Porsche che lo ha costruito!

 Al di là dello specifico episodio che come vedi sarà risolto in poco tempo, però, credo che il tuo post dia l’occasione per chiarire alcune cose. I primi due elementi, che ‘sistemano’ la parte contrattuale da te più volte citata, è che 3 è un fornitore di servizi e non un produttore di apparati. 


Tre non produce apparati, ma li vende con il proprio marchio, in ogni caso abbiamo capito: se domani uscisse una patch di sicurezza e la chiavetta smettesse di funzionare il problema è solo nostro!


Tu hai stipulato un contratto per avere connettività mobile e la connettività ti è tuttora fornita: se mettessi la usim in un hardware qualsiasi (e funzionante sui sistemi operativi dichiarati come compatibili), avresti la connessione. A lato, hai scelto una formula che ti dà in comodato gratuito una chiavetta: attenzione, non ti dà una chiavetta “che puoi cambiare quando vuoi e come vuoi”, né ti dà una chiavetta “che funzionerà per sempre su qualsiasi tecnologia venga fuori nel futuro”. Sarebbe utopia e sarebbe sbagliato prometterlo, infatti non viene fatto: se trovi un fornitore o un produttore di hardware che lo fa, beh lasciami dire che ti sta prendendo in giro. Quando scegli l’hardware, scegli un hardware che soddisfi le *tue* necessità del momento; quando cambiano le condizioni al contorno, a volte è impossibile allineare il tutto, a volte – come in questo caso – ci va un po’ di tempo. Credo che chi lavora nell’ICT abbia ben chiare le problematiche di sviluppo e le implicazioni che ci sono dietro al rilascio di un nuovo sistema operativo. Per spazzare ogni dubbio, hai fatto un contratto con un fornitore di carburante e hai scelto di avere in comodato d’uso una macchina che va a benzina perché in quel momento volevi la benzina, ti è stata data un’auto per andare a benzina, e ha sempre funzionato a benzina. Oggi decidi che per te è meglio il metano, che vuoi un’auto a metano e quindi pretendi che sia il distributore di carburante a regalarti un’auto nuova che va a metano.


Hai scelto un esempio molto calzante.  Se io faccio un comodato per un parco macchine aziendali in realtà non sto comperando automobili, ma chilometri.  Se la benzina venisse ritirata dal commercio è ovvio che le automobili verrebbero cambiate.


Nell'ICT ci sono forse da molti più anni di te ed è proprio nella ICT che i contratti di comodato funzionano esattamente come mi sarei aspettato funzionasse il vostro per la mia chiavetta.  Io ho fatto contratti molto grandi per esempio per le stampanti della banca dove lavoravo: proprio perché le stampanti erano in comodato io stavo comperando fogli stampati e non macchine, ogni volta che una stampante diventava obsoleta per esempio perché non veniva più prodotta la cartuccia del toner di quel tipo la stampante veniva cambiata.


Continui a dire che io ho cambiato il software "a mio piacimento", questa mi pare una fesseria: mi dici per favore dove posso comperare oggi una macchina con Vista?   O cosa pretendi che io la comperi con 7, che butti via la licenza e che installi una copia di Vista, sempre che riesca a comperarla?  Siamo seri dai...


 Concludo sottolineando che l’apertura del tuo primo post, ‘3 prende bene solo nelle grandi città, non rispecchia assolutamente quella che è la realtà: la rete 3G /3,5G di 3 è tra le più estese in Italia, certo in alcune zone (meno del 10% della popolazione!) la rete deve ancora arrivare e quindi c’è il roaming su rete Tim ma l’obbiettivo è di avere il 100% della copertura con velocità fino a 21 Mbpse già dal prossimo anno la copertura crescerà. A giugno 2009 3 Italia ha rinnovato l'accordo esclusivo con Ericsson per lo sviluppo di una rete a banda larga mobile all’avanguardia e dei relativi managed services. La rete di 3 è nata e realizzata per il trasporto dei dati, interamente IP, al 100% HSDPA fino a 7,2 Mbps e al 55% HSUPA fino a 2 Mbps, e oggi “trasporta” 44 Terabyte al giorno di traffico dati e raggiunge il 90% della popolazione italiana. A luglio 3 ha siglato un accordo con Telecom Italia per la condivisione dei siti d’accesso alla rete radiomobile. Mantenendo la titolarità delle proprie infrastrutture, ogni operatore ospiterà le stazioni radiomobili del partner con l’obiettivo di ottimizzare la copertura di rete a livello nazionale. L’accordo riguarda un minimo di 2.000 siti, consentendo un risparmio del 30% e un’ottimizzazione degli investimenti e dei tempi di sviluppo della rete di ciascun operatore. 3 è l’unico operatore che ti fa vedere la copertura http://areaclienti.tre.it/ac3_pages/18003_ITA_HTML.htm in un’ottica di trasparenza. Non è un caso se oltre un terzo del mercato della banda larga mobile in Italia è targato 3!


Adesso ho capito: quando parlate di copertura dati parlate in realtà di copertura dati 3G!


A me di avere 3G non importa nulla, io ho bisogno di connettività dati per leggere la mail, per scaricare un documento, per usare i servizi iPhone.  A Milano le cose vanno benissimo, come quasi sempre quando sono un una città, quando invece cerco di collegarmi in treno fuori dalle città è un disastro perché sono quasi sempre in roaming e, ovviamente, ho disattivato il roaming dati.


Prendo il treno da Nizza a Milano quasi tutte le settimane, spessissimo uso il Freccia Rossa per Roma e il problema della connessione dati lo sento sempre, quando sono vicino a qualcuno che usa altri provider la differenza di copertura è assolutamente evidente!






sabato, dicembre 05, 2009

Momo design e contratto 3, atto secondo...


Ieri raccontavo del mio problema con la chiavetta Momo Design MD-@ che 3 mi ha dato in comodato quando, quasi due anni or sono, ho stipulato un contratto per la connessione del mio portatile.

Avendo il dubbio di essere incappato in un negozio male informato questa mattina sono andato nel negozio di piazza Cordusio a Milano ed ho posto lo stesso problema: ho un contratto dove compero connessione, la chiavetta che mi hanno dato non funziona su Windows 7, cosa devo fare?

Dopo lo sgradevole incontro con un commesso estremamente scortese che mi ha detto praticamente "O aspetta i nuovi driver o fa un altro contratto" ho ottenuto, con non poca fatica, di parlare con il responsabile del negozio.

E' intervenuta una signora molto cortese e molto competente e dopo una breve chiacchierata il responso è stato molto chiaro e inequivocabile: "la chiavetta in comodato che mi è stata data aveva scritto sulla scatola che funzionava con Vista, se la voglio usare devo installare vista, se no peggio per me!". Ho cercato di opinare che il contratto, che è poi la cosa che vale davvero, non contiene nessuna indicazione in merito, ho cercato di spiegare che io da loro compero connessione, ma non c'è stato verso: l'unica alternativa è quella di rinunciare al contratto, pagare la penale e fare un contratto nuovo a fronte del quale mi verrebbe data una nuova chiavetta.

Il mio contratto scade a febbraio, si tratta di 20 euro, ma certamente non lo rinnoverò: se per 3, alla quale chiedo solo di ottemperare a un contratto stipulato permettendomi la connessione, valgo meno di 20 euro non credo meriti la mia fiducia!

Va considerato anche che non sto chiedendo di connettere una macchina con un sistema operativo esoterico, sto chiedendo che mi venga permessa la connessione di una macchina che ha il sistema operativo che si trova installato oggi entrando un un qualsiasi negozio di PC e scegliendone uno a caso!

ATTENZIONE: sembra dunque che sottoscrivendo un contratto di connessione con 3 si resti vincolati alle caratteristiche dichiarate sulla scatola del device che vi viene consegnato al momento della stipula del contratto, se le tecnologie cambiano si continua a pagare anche se non è più possibile usufruire del servizio!

NOTA: quanto esposto vale per la chiavetta MOMO Design MD-@. altre chiavette 3 funzionano benissimo anche su Windows 7!

bob

venerdì, dicembre 04, 2009

Attenzione ai contratti H3G!!!




Un paio di anni fa avendo bisogno di una connessione mobile ho scelto H3G con la sua chiavetta Momo.
La rete dati fuori dalle grandi città è molto povera, ma tutto sommato a me le cosa non interessa e mi aveva attratto il contratto non a tempo, ma a volume di traffico, l'unico secondo me che abbia una logica.

Devo dire che mi sono sempre trovato bene fino a quando non ho installato Windows 7: i driver contenuti nella chiavetta non sembrano più funzionare. Ho fatto una ricerca in rete che ha confermato la cosa, sul sito H3G (che non ha una opzione di ricerca o se c'è è tenuta molto ben nascosta!) non ho trovato nulla, in altri siti ho trovato, come sempre accade, un certo numero di persone che avevano avuto il mio stesso problema e una che afferma che Tre gli ha, come è logico, sostituito la chiavetta.

In corso Buenso Aires a Milano dove bito c'è un enorme negozio Tre, mi sono messo la chiavetta in tasca e sono entrato sicuro di risolvere il problema.

Una gentile, almeno all'inizio della nostra conversazione, signorina, Alessandra, dopo avere ascoltato il mio problema e dopo essersi consultata con un paio di colleghi mi ha dato una risposta che ha dell'incredibile.

"La chiavetta la può usare solo se usa lo stesso sistema operativo che aveva installato sulla macchina al momento dell'acquisto!"

Ho cercato di opinare che la cosa non mi sembrava scritta sul contratto e che il mio contratto prevede la chiavetta in comodato, ragion per cui mi stanno vendendo non la chiavetta, ma la connessione e che avendo comprato un PC nuovo il sistema operativo è per forza Vista. Faccio presente che la cosa non ha alcun senso, che il sistema me lo trovo installato sulla macchina e che una copia di Vista non credo sia facile comperarla, che l'unica cosa che posso fare di un contratto che non mi permette più la connessione è disdirlo.

Alla magica parola disdetta con un gesto rapido Alessandra mi mette davanti un foglio di carta con le modalità per richiederla: non una parola per convincermi del contrario! E' bello percepire l'importanza che un fornitore assegna alla tua persona quando sei un suo cliente!

La morale della storia è che mi trovo con un contratto che continuo a pagare, a meno di una onerosa disdetta, e che non posso utilizzare.


La cosa è paradossale se si considera che Alessandra un minuto prima controllando sul sistema mi aveva detto che il mio contratto scade all'inizio del 2010 e che lo potrò rinnovare, ma sarà necessaria la sostituzione della chiavetta. Perdono in cliente per pochi mesi di comodato di un oggetto che costa qualche decina di euro?

In tutta questa vicenda la cosa più divertente è stata la risposta di un signore in abito scuro, probabilmente il responsabile del negozio, che mi ha liquidato in modo molto secco con un "ci staranno lavorando!" senza nemmeno degnarsi di lasciare la sua sedia. Ci staranno lavorando chi? Se non ci lavora Tre che tu rappresenti (ma sarebbe un "ci stiamo lavorando") chi ci dovrebbe lavorare?

Finirà che la chiavetta la butto e mi metto alla ricerca di un provider che non abbia clausole tanto assurde, adesso che ci penso anche il mio telefono e quello dei miei colleghi è H3G, pazienza, i contratto scadano, c'è la number portability, i provider cambiano...

NOTA: quanto esposto vale per la chiavetta MOMO Design MD-@. altre chiavette 3 funzionano benissimo anche su Windows 7!

Qualche esperimento...