mercoledì, maggio 27, 2009

Office 2007 l'interfaccia...


Ho installato Office 2007 sulla mia macchina da un sacco di tempo, ma non ho avuto modo o voglia di provarlo a fondo e ho continuato a usare Open Office che è una ottima alternativa gratuita alla vecchia versione di Office.

Ieri sono andato a parlare a un convegno Microsoft e un vecchio amico mi ha parlato del prodotto con toni entusiastici, essendo lui un uomo Microsoft non ho dato molto peso alla sua fede, ma questa notte, complice un po' di insonnia, mi sono messo a giocare con il prodotto.

A me l'interfaccia è sempre istintivamente piaciuta, ma ora che la ho vista bene e la ho usata mi piace anche di più!

Office e Openoffice hanno raggiunto un numero tale di voci di menù da fare diventare molto noioso trovare qualche cosa che non usi proprio tutti giorni. Con Office 2007 è effettivamente diverso: i menù che si riconfigurano a seconda dell'oggetto che stai trattando possono essere all'inizio un poco difficili da capire, ma una volta entrati nella folosofia risultano molto più efficaci.

Se la vecchina versione di Office poteva essere sostituita egregiamente da OpenOffice per sostituire questa credo che manchi ancora un bel pezzo di strada.

Forse sarebbe bene imparare a resistere a quella innata tendenza che abbiamo tutti nell'essere diffidenti nei confronti delle novità radicali.

bob

PS cara Microsoft, un bel manuale cartaceo, di quelli che non vanno più di moda, da leggere anche in tram, in treno e in spiaggia aiuterebbe!

domenica, maggio 24, 2009

Domanda...

 
Premessa:  questo Malanno, se è vero quello che si dice abbia fatto, sta bene in galera e personalmente gli auguro una permanenza lunga e fastidiosa.
Vorrei aggiungere una osservazione al condividibilissimo post di Quinta.
Ieri sera alla radio parlavano della notizia: la parola Facebook è stata pronunciata 5 volte, quella internet 3.
Ebbene io mi chiedo: se questi sciagurato avesse conosciuto la ragazzina in gelateria nella notizia avrebbero pronunciato 5 volte la parola gelato e 3 volte gelateria?
bob

sabato, maggio 16, 2009

Questi sono matti!


Questa mattina ho ricevuto, uno in fila all'altro, dieci inviti via mail per accedere a un nuovo social network:  http://www.affluence.org

La cosa, al limite dello spam, mi ha comunque incuriosito, sono entrato e mi sono iscritto.  Alla fine della iscrizione mi sono accorto che questi vogliono una copia della mia dichiarazione dei redditi.

Pensare che qualcuno mandi un documento del genere al primo che passa per la rete mi pare folle.


Mi sa che il social network stia dando alla testa a qualcuno!


bob

Restare innovativi...


Tutta la mia vita professionale è stata in unità di "Ricerca e sviluppo" ed ho vissuto esperienze molto interessanti con alcuni brillanti ricercatori.

Qualche anno fa elaborai con un amico una osservazione che abbiamo pubblicato: il titolo era "L'innovazione genera immunità alle novità".  In buona sostanza si osservava come nella stragrande maggioranza dei casi un ricercatore dopo avere avuto una idea brillante e innovativa subiva una specie di vaccinazione che lo rendeva estremamente critico all'inevitabile apparire, nello stesso settore, di idee nuove diverse dalla sua.

Ricordo che avevamo trovato una serie di articoli che di fronte alla ideazione del processo per la sintesi dell'ammoniaca a bassa pressione e bassa temperatura sostenevano la non innovatività del processo affermando che sarebbe stato molto più logico continuare con i processi precedenti come il Kellogg.  Ricordo che il metodo universalmente usato per produrre questo fondamentale prodotto di chimica pesante è stato ideato in Italia da Giacomo Fauser, svizzero di origine e novarese di adozione (qui sotto il primo storico impianto pilota).

La stessa si nota spesso quando si parla delle tecnologie della rete con la aggravante che qui per motivi non del tutto chiari la stragrande maggioranza degli "esperti" manca di una preparazione formale sull'argomento.

Gli esperti più sfegatati nell'attribuire ogni possibile positività ad una nuova tecnologia tendono poi ad essere molto legati alla stessa dimenticandosi di guardare, o peggio criticando aspramente, quasi per principio, qualsiasi novità nella stessa direzione.

In altre parole non è difficile essere innovativi una volta, il difficile è esserlo le altre volte.

bob

venerdì, maggio 15, 2009

La storia, in qualche modo, si ripete.

L'armadio nella foto è un IMP, Interface Message Processor, l'hardware sul quale nel 1969 girava ARPANET, quella che poi, dopo l'abbandono dei militari, sarebbe diventata Internet.

La rete partì nel 1969 con quattro nodi e nel 1973 ne aveva qualche decina sparsi sulle due coste degli Stati Uniti.


Proprio nel 1973, sotto Natale, l'installazione di una nuova versione del software degli IMP provocò il primo e fino ad ora anche ultimo blocco globale della rete.  Un programmatore si era banalmente dimenticato del fatto che in assembler, il linguaggio di programmazione più basilare e, a mio modo do vedere, più bello, si comincia a contare non da 1, ma da 0.

Alla propagazione, che già allora era via rete ed automatica, del nuovo software i nodi cominciarono ad inviare al nodo di Harvard tutti i messaggi indipendentemente dal destinatario corretto e la rete smise di funzionare.

Fu quello che è noto, almeno alle persone non più tanto giovani, come il grande blocco di Natale.

La storia mi è venuta in mente ieri: verso le 17 tutti i servizi Google risultavano sulla mia macchina tanto lenti da essere inutilizzabili.  Ho scritto un post su Facebook e ho saputo che il malfunzionamento colpiva anche molti miei amici, dopo qualche ora tutto si è risolto.

Questa mattina leggendo Downloadblog  ho saputo che il problema si è sentito un poco dappertutto perché un problema in USA ha provocato il ridirezionamento del traffico verso i server di altri continenti che non hanno retto.

E' interessante notare come i problemi si possano ripetere molto simili a distanza di tanti anni e come i meccanismi di bilanciamento e di ripartizione dei carichi siano ottimi quando funzionano, ma molto pericolosi quando qualche cosa va storto perché tendono a globalizzare i problemi.

bob

PS verso le 18 telefonata di una amica "Non funziona Google come faccio a lavorare?".  Risposta "Fai come me usa un altro motore di ricerca".  Dal silenzio ho capito che per qualcuno IL motore di ricerca è solo uno, non è saggio...

giovedì, maggio 14, 2009

Questo o quello per me pari sono...



co|e|rèn|za
s.f.
CO
1 fedeltà di una persona ai propri principi, conformità costante tra le sue parole e le sue azioni: dare prova di c., un uomo di grande c.
2 non contraddittorietà sul piano logico di un ragionamento, di un discorso e sim.: la c. di un pensiero, di una teoria filosofica

Beata ingenuità... ATTO III



Qualche tempo fa parlavo della ingenuità di una signora che si dichiarò, in un convegno, convinta che la grande differenza tra The well e Facebook stia nel fatto che in Facebook si entra con nome e cognome veri.

La signora si è risentita ed ha postato un commento un poco acido, ma che sarebbe tanto bello capire, io non ci sono riuscito.

Gent.mo sig. Dadda, io non conosco lei come lei non conosce me.
Mi è stato segnalato questo suo intervento da un caro amico, che ringrazio, che si è fatto una grande risata leggendo quello che ha scritto.
Sarei la "graziosa signora" che "si è presa la briga di chiedere il microfono" come scrive lei.
Io invece mi definisco: "colei che ha osato contrastare il pensiero di un signore di una certa età, che ha un'esagerata considerazione di sè e che non sa ascoltare".
Non ho mai detto quello che lei ha riportato qui sopra, non ho mai detto "perchè vietato", nei toni e con l'intento che ha riportato.
Il mio intervento era solo finalizzato a evidenziare una delle tante differenze tra The Well e Facebook che lei, con troppa superficialità, stava accumunando.
Ma non ho nè tempo e nè voglia di elaborare il mio pensiero in questa sede. 
Mi dispiace per lei caro Dadda, ma non solo la candida creatura ingenua e inesperta come mi dipinge. Ma evidentemente lo ha colto molto bene, se no non avrei scatenato la sua reazione piccata, ho forse messo un dito nella piaga senza volerlo?
Mi stupisce che l'amico Ficara, che mi conosce bene, e che era presente in sala, non abbia rettificato quanto da lei erroneamente scritto, e nemmeno abbia corretto chi mi ha definita "utente dell'ultima generazione neo-entusiasta".
Pazienza, sopravviverò.
Buona continuazione!

Loredana Gentile

PS: so perfettamente che ci si può iscrivere in anonimato su facebook, credo di essere stata una delle prime in Italia ad usarlo.



Dunque, tralasciando completamente come faccio di solito i puerili attacchi personali, gli accenni acidi alla mia età e le farneticanti citazioni di piaghe nelle quali mettere il dito, cerco solo di capire.


Questa mattina ho telefonato all'amico Wolly  che quella sera era seduto accanto a me nel dubbio di non avere capito bene quello che la nostra amica ha detto.  A tutti e due sembra di avere capito la stessa cosa.


L'intervento era in risposta alla mia osservazione sulla confusione che si era fatta nella tavola rotonda parlando di Facebook come se fosse una cosa nuova.  In realtà si tende a confondere natura del fenomeno con numerosità dello stesso.  In altre parole sarebbe un poco come dire che la automobile è stata inventata negli anni sessanta perché in quegli anni si è diffusa la motorizzazione di massa.


Come faccio notare anche qui  in Facebook non c'è nulla di concettualmente nuovo che non fosse giù in nuce nelle BBS, nei newsgroup e in "The well", l'unica vera differenza è che oggi il servizio ha trovato una diffusione della rete molto più grande e si è diffuso molto di più.  Del resto anche i newsgroup erano diffusissimi, solo che si trattava di un pubblico specialistico.


La risposta della nostra amica, che a quanto pare non ama essere definita graziosa e allora me ne scuso, è stata molto chiara.  Anche se non ricordo le parole esatte ha affermato che la grande differenza sta nel fatto che in Facebbok si entra con nome e cognome veri.


I fatti.


The well è a pagamento, essere anonimi è impossibile visto che bisogna fornire i dati della carta di credito prima di poter entrare.  Facebook richiede solo l'esistenza di una casella di posta elettronica e solo al momento della iscrizione il che vuole dire che chiunque può facilmente essere anonimo.


Domanda.


Se Loredana sa benissimo essendo un utente della prima ora che su Facebook si può essere anonimi quali sono i motivi reconditi che la hanno spinta a contestare una mia affermazione dicendo che tutti sono dentro con nome e cognome reali?


Loredana dice "Il mio intervento era solo finalizzato a evidenziare una delle tante differenze tra The Well e Facebook che lei, con troppa superficialità, stava accumunando. ".  Evidentemente nella foga dell'intervento si è dimenticata di raccontarcele queste differenze concettuali limitandosi a indicare la assenza di anonimato, sarebbe bello che ce le raccontasse adesso!


bob

domenica, maggio 10, 2009

Pessimi consigli...

Umberto Eco è certamente una delle persone più intelligenti che ho avuto l'occasione di conoscere e i suoi libri sono tutti da leggere.

Questa mattina sentendo dire alla radio che eco avrebbe consigliato come metodo per combattere lo spam una risposta da parte di tutti gli "spammati" con una email allegando una copia della Divina commedia sono rimasto un poco stupito.

Rispondere allo spam è la peggior tattica immaginabile: una risposta equivale alla dichiarazione di esistenza in vita della casella e si rischia di essere passati nella lista delle mail che più vale la pena spammare.

L'invio della Divina Commedia, che peraltro è un file relativamente piccolo nell'ordine del MB, si potrebbe pensare a qualche cosa di molto più grande, ma comunque la cosa non avrebbe alcun effetto sulla casella dello spammer perché gli allegati verrebbero rigettati senza nemmeno essere scaricati, ma potrebbe avere, se l'improvvido consiglio fosse seguito da molti, un effetto devastante sulla rete.

Molto più logica la proposta di un francobollo del prezzo assolutamente simbolico, diciamo un centesimo di euro, che non porterebbe significativa spesa per gli utenti, ma che eviterebbe gli invii massicci caratteristici dello spam. Il tempo che passo a cancellare lo spam e a recuperare la posta buona che finisce sotto la mannaia del mio antispam vale certamente più di qualche decina di euro l'anno.

I problemi che sorgono sono due: chi raccoglie ilprezzo del francobollo e dove va questo denaro.

Io penso che lo potrebbe fare il provider che potrebbe per il servizio trattenerne una percentuale versando il resto a una Onlus scelta dall'utente, una specie di 5 per mille della rete.

bob

sabato, maggio 09, 2009

Come avere un blog con commenti tutti positivi...

L'onorevole Carlucci, alla faccia di chi la contesta sulle sue proposte di legge, la rete la conosce benissimo tanto che ha trovato il modo di avere alle esternazioni sul suo blog commenti solo positivi.


In realtà la sua idea viene da lontano: nel 1937 il Dece dell'Italia Fascista costituì il Minculpop, Ministero della Cultura Popolare affidandolo a Galezzo Ciano che come principale attività aveva quella di censurare i mezzi di informazione.


Dunque se per caso vi capitasse di guardare il suo blog non lasciatevi ingannare: i commenti sono tutti positivi soloo perché quelli negativi non vengono pubblicati!  Io sono stato il primo a commentare il suo post sull'anonimato in rete e sulla relativa legge facendo garbatamente osservare come dopo la entrata in vigore della legge Pisanu in Italia in rete nessuno è anonimo.


Il commento è ancora in coda in attesa della approvazione...


Sono stato peraltro pubblicati 49 commenti tutti osannanti, e tutti sembrano convinti che in rete si navighi completamente anonimi.  E' un poco come se qualcuno proponesse una nuova legge che vietasse l'omicidio o la fuga dopo un incidente stradale.


Scorrendo i commenti viene l'idea che la bionda onorevole fosse più adatta alle comiche che alla conduzione di trasmissioni.  Quasi tutti i 49 sono assolutamente anonimi visto che il sito non implementa alcun sistema di controllo della identitrà, pochissimo hanno un link a un sito, due commenti riportano due nomi diversi che puntano però allo stesso sito.


Mica male l'idea di commentare anonimi la dichiarazione delle iatture che l'anonimato in rete provoca!


Chissà perché mi viene in mente il principe Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis Di Bisanzio Gagliardi

bob

domenica, maggio 03, 2009

"Onorevole" Carlucci, si vergogni!

 
Qualche giorno fa leggendo sul suo blog uno strano accenno ad un fantomatico anonimato in rete ponevo una garbata domanda certo di ricevere una risposta:
Onorevole, chi mai è anonimo in Italia in rete? Mai sentito parlare della legge Pisanu?
Io capisco che sia demagogico fare una bella lotta contro i mulini a vento in campagna elettorale, ma qui credo che lei stia un poco esagerando.

bob

Era il primo commento, una domanda semplicissima probabilmente, pensavo, non ho capito io e la risposta deve essere molto semplice.

Sbagliavo...

 Questa mattina, non avendo ricevuto nessuna mail di notifica della pubblicazione, sono andato sul suo blog e mi sono accorto che ha trovato il tempo di approvare cinquanta commenti, tutti entusiastici sostenitori della lotta contro l'inesistente anonimato, ma non il mio.






Adesso ho capito: chiunque non sia perfettamente allineato con le sue, mi permetta spesso un poco balzane e disinformate, idee viene CENSURATO!


Io me ne vergognerei, ma certo se non si è vergognata quando la hanno beccata in castagna mentre di faceva dettare le leggi dal rappresentante di una lobby questa cosa le sembrerà veniale.


Peccato... per lei ovviamente!


dadda


PS forse è solo una dimenticanza, in questo altamente improbabile caso accetti le mie scuse...

sabato, maggio 02, 2009

Le brutte abitudini migrano in rete...

 
Il sito www.rai.tv è certamente una iniziativa interessante sopartutto per guardare filmati vecchi dell'archivio della RAI, io mi sono goduto per esempio vari telefilm di Nero Wolf che mi ricordano l'infanzia.
Il servizio è gratuito, non ancora ricchissimo, ma spero cresca.  All'inizio e ogni tanto quando si cambia canale appare un breve inserto pubblicitario.
Nula di male, peccato che il volume della pubblicità è altissimo rispetto a quello delle trasmissioni e guardando il sito di notte si rischia di svegliare famiglia e vicini!
Una brutta abitudine della televisione che è passata pari pari alla rete.  Peccato...
bob

venerdì, maggio 01, 2009

Doveva succedere...

Qualche mese fa, parlando di quel fritto misto di concetti che ha preso l'improvvido nome "omnibus" di Web 2.0, preconizzavo che prima o poi qualche frescone sarebbe saltato fuori con ilpassaggio ad un Web 3.0 ero facile profeta.

Che ne parlino i modaioli della rete lo posso anche accettare, che la cosa nasca su iniziativa della "Associazione Informatici Professionisti" mi lascia molto perplesso.

Un fritto misto di concetti di ambiti diversi, alcuni vecchi, alcuni nuovi messi in un calderone unico con un nome di moda non contribuisce certo alla chiarezza dei concetti.

Continuo a pensare che non esistano ne Web 1.0, ne Web 2.0 e che Web 3.0 non volgia dire assolutamente NULLA!

bob

Internet Saloon: la rete per gli anziani!



Quasi 10 anni or sono partecipando a un convegno sulla terza età mi venne l'idea di realizzare corsi per persone non più giovani, una cosa allora considerata folle.

Grazie alla collaborazione degli amici dell'AIM  e con la attiva partecipazione, non solo finanziaria, del Credito Artigiano, gruppo Credito Valtellinese, di HP, di Microsoft Unlimited potential e di telecom Italia l'idea è diventata una significativa realtà: quasi trentamila corsi erogati in diverse città italiane e ancora cresce!

L'idea vincente è stata quella di fare corsi brevi di un giorno tenuti da giovani studenti, di mettere a disposizione una palestra e di aggiungere un corollario di altri brevi corsi su diverse attività sempre legate alla rete.

Qualche esperimento...