mercoledì, febbraio 24, 2010

Fa più rumore un albero che cade...


Lao Tse, primo filosofo della filosofia Tao, seicento anni prima di Cristo affermava che un solo albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce.

Ci pensavo in questi giorni osservandola rilevanza mediatica data a una vergognosa pagina su Facebook.

Una pagina scritta da qualche idiota e sottoscritta da altri suoi degni compagni è finita su giornali e televisioni come se fosse la cosa più importante successa in rete negli ultimi giorni.

Un'altra cosa mi è venuta in mente: DNFTT ("do not feed the trolls") che usavamo all'inizio degli anni novanta sui newsgroup per affermare che le persone che cercano solo visibilità scrivendo cosa provocatorie e demenziali si zittiscono solo lasciandoli perdere e non alimentando la loro voglia di farsi vedere!

Spero che in questo caso, finalmente, gli autori della pagina e dei messaggi siano scovati e rigorosamente puniti perché questo potrebbe essere un buon metodo per fare capire che in rete nessuno è, almeno agli occhi della magistrature, anonimo, ma temo che ancora una volta spenti i riflettori tutti se ne dimenticheranno.

bob

PS Qualcuno sostiene che che le centinaia di iscritti al gruppo fossero entrati solo per poterlo contestare. La cosa è bizzarra da un lato perché fa pensare che la rete sia piena di idioti, dall'altro perché purtroppo non è vera: quando è scoppiata la bagarre io sono andato a vedere la pagine e ho notato, con grande fastidio, che la stragrande maggioranza dei messaggi scherzava rincarando la dose del demenziale messaggio.

venerdì, febbraio 19, 2010

Lo sviluppo della prima idea della rete...

Sempre più spesso appaiono in rete affermazioni molto bizzarre sulla nascita della idea della rete che sembrano fare grandi sforzi per scotomizzare la natura militare dei progetti che stanno alla base di Internet.

Se qualcuno fosse interessato sono in linea i documenti della Rand Corporation dei primi anni sessanta che riportano in modo molto dettagliato le idee iniziali illustrando l'esigenza di avere una rete che potesse collegare i sistemi di calcolo dei principali calcolatori dei centri di ricerca militare e astronautica finanziati dal governo degli Stati Uniti.

La spinta era venuta con il lancio da parte dell'Unione Sovietica dello Sputnik il 4 ottobre del 1957 che dimostrava la supremazia spaziale e di conseguenza potenzialmente anche militare dei russi rispetto agli statunitensi.  Ricordo quel giorno come fosse oggi, ero alle elementari, la maestra ci parlo della cosa a noi uscendo in una bella giornata di sole scrutavamo il cielo nella infantile idea di poter veder passare il primo satellite artificiale.

La rete avrebbe dovuto poter transitare sulle normali linee telefoniche e resistere alla perdita di un certo numero di nodi in un attacco nucleare e si scelse la struttura a maglia riportata nella immagine qui sopra (è il primo disegno originale della struttura della rete) e non la struttura stellare classica delle reti realizzate fino ad allora.

Fino a qui la cultura alternativa californiana degli anni sessanta non c'entra nulla.

Più avanti nel tempo i militari crearono Milnet e la rete nelle università si staccò e prese la strada che ci ha dato la rete come la conosciamo adesso.

I documenti sono tutti scaricabili in formato PDF e sono molto interessanti, il fatto che siano scritti con una macchina per scrivere con disegni fatti a mano oggi fa un poco impressione.

giovedì, febbraio 18, 2010

L'elefante e il topolino...


I blogger discutono da tempo dell'evento della censura da parte di Wordpress del sito di Sybelle su segnalazione di una azienda che si è sentita danneggiata da un commento a un post dove si parlava di una campagna pubblicitaria invero non troppo ben realizzata, per usare un eufemismo.

Non entro nel merito della vicende che potete trovare in rete facilmente, il post incriminato e cancellato è in cache qui.  Effettivamente il commento è fastidioso sopratutto se si considera che un impiegato ha il dovere della riservatezza al riguardo di quanto viene a sapere della azienda con la quale collabora.

Sui blog sono spuntati come funghi ieratici esperti che con l'urlo "Azienda attenta!" preconizzano gravissimi danni a chi non sia disposto ad accettare situazioni del genere senza cercare di zittire chi attacca l'azienda.  La cosa è successa in passato in situazioni analoghe.

Io mi domando e vi domando: qualcuno conosce una azienda che per un comportamento simile sia stata effettivamente danneggiata nel suo business?

Io no!

Se penso per esempio alla vicenda WallMart, sito fake, non trovo nei bilanci della società alcun segno del danno.  Non ricordo quale catena italiana sia rimasta qualche tempo fa coinvolta in una triste storia di un bimbo disabile respinto dall'area giochi, grande polverone nei blog e nei media, ma secondo voi quanti clienti ha veramente perso?

Temo che i blogger e i loro guru troppo spesso dimentichino che, comparati con la massa delle persone che usano la rete, non sono che una minoranza che, gradevolmente e utilmente intendiamoci, parla in un ristretto e chiuso circolo: su cento amici che navigano sistematicamente credo che nell'ipotesi più ottimistica ce ne sia uno solo che frequenti costantemente un blog.

L'impressione è quella dell'elefante e il topolino: il roditore lo potrà anche spaventare, ma certo non danneggiare seriamente il pachiderma!

In questa vicenda dobbiamo anche tenere conto del fatto che il servizio di hosting di Wordpress è gratuito e di conseguenza può decidere a suo insindacabile giudizio, Wolly lo ha ben illustrato qui, cosa permettere sia pubblicato, cosa debba essere cancellato.  Certo ne potrebbe avere un cattivo ritorno in termini di immagine, ma questa è un'altra storia.

Ho l'impressione che il massimo del danno qui lo abbia subito Wordpress visto che il polverone si è alzato nel luogo dove il suo target ha la massima concentrazione.

bob

martedì, febbraio 16, 2010

Le pessime abitudini di Wolly...


Adesso è chiaro che il post di Wolly era una risposta al mio, la cosa è demenziale visto che nemmeno mi cita ed è ancora più folle visto che dice di ignorarmi salvo poi essere un fedelissimo lettore del mio blog.

Parlare di qualcuno in termini molto poco lusinghieri, al limite dell'insulto, e non lasciare il minimo diritto di replica è atteggiamento stupido, infantile e chiaro segno di una sostanziale incapacità a reggere una discussione. Wolly non è nuovo ad atteggiamenti simili nei miei confronti, ognuno ha una sua educazione e cambiarla ad una certa età è, purtroppo, un poco difficile.

Visto che, non so se ad arte o per pura insipienza, il mio pensiero è stato travisato senza che io possa controbattere chiarisco qui.

Il mio ragionamento non si riferisce alla importanza del dare la possibilità di ascoltare chi ha idee, se non lo pensassi non avrei certo lavorato come valutatore nei Digital Business Angel, il mio discorso si riferisce esclusivamente ai guru che salgono su un palco e spiegano al prossimo le cose senza avere mai fatto nulla in materia e senza avare studiato nulla attinente alla stessa.

In altre parole se vado a un convegno e mi vedo davanti Marco Camisani Calzolari non sono sempre d'accordo con quello che dice (io sono convinto che i siti debbano stare zitti), ma so che lui ha fatto cose e impresa, se mi vedo davanti Zamperini so che ha seguito importanti progetti ed è acuto osservatore dei fenomeni della rete, se mi vedo davanti MAFE so che ha lavorato contribuendo a realizzare grandi comunità virtuali quando ancora poco se ne parlava e se ne sapeva, se mi vedo davanti De Biase so che è giornalista attentissimo ai fenomeni della rete.

Quello che io contesto è il presentare come guru qualcuno che ha come unica caratteristica quella di essere "blogger", di avere 10000 amici su Facebook o di avere per hobby imparato a usare Wordpress. Dietro questo il nulla...

E' vero che grandi cose sono state fatte in questo e in altri mondi da chi non aveva storia professionale o di studi degne di nota, ma chi le ha fatte è diventato guru dopo averle fatte non prima!

Ogni tanto questo mi fa pensare al Premio Nobel per la pace a un uomo che tutto quello che ha fatto finora è aumentare il numero di statunitensi mandati in guerra. Faccio fatica a capire...


Spero di avere chiarito il mio pensiero che è stato completamente travisato da Wolly!

bob

PS I demenziali ultimi post credo si commentino da soli, non sarebbe più facile e maturo e vicino alla filosofia della rete accettare di parlarne serenamente o smetterla di citarmi?

Un "tale" di nome Wolly atto secondo...


Come raccontavo nel post di ieri sera Wolly dopo avere censurato senza alcun motivo logico un mio commento a un suo post si è preso la briga di mettere questo commento:
UPDATE: Messo in SPAM commento di un tale, credo si chiami Dadda, come da policy del mio blog,qui faccio quello che mi pare. Non mi piaceva il suo profumo.
Questa mattina una email di una amica mi faceva notare questo link, mi chiedeva come possa una persona essere così stordita da definire "un tale, credo si chiami Dadda" una persona che conosce benissimo e che ha, per esempio, lungamente intervistato, questa non è che la prima parte.

Francamente me lo chiedo anch'io!

La mia amica mi ha chiesto anche se io abbia mai firmato una liberatoria per permettere la messa in un sito pubblico dell'intervista. Le donne sanno essere molto più cattive degli uomini...

bob

UPDATE: In un impeto di banalità il serissimo bambino Wolly prima di andare in un angolino a pestare i piedini per terra forte forte è andato sul sito del filmato ed ha scritto le solite fesserie. Reazione classica di chi non è convinto di essere capace di reggere una discussione...

Falsare un messaggio che è già stato commentato...

L'uscita di Google Buzz ha generato un sacco di critiche legate al fatto che chi ha aderito alla offerta di Google senza leggere bene i messaggi che il sistema fornisce e rispondendo "si" per sconsiderata abitudine alle domande si è trovato a mettere in piazza i propri contatti.

Francamente io faccio molta fatica ad indignarmi perché andando a guardare bene le informazioni c'erano ed erano corrette, forse non sottolineate in modo particolare, ma certamente corrette. Pensare che chi disegna un sistema debba mettere sotto tutela anche chi risponde alle domande sulla privacy senza pensare a quello che sta facendo.

In realtà trovo anche molto bizzarro pensare che i progettisti della interfaccia abbiano coscientemente progettato le cose in modo da trarre in inganno gli sprovveduti, le iniziative di Google si diffondono in modo virale che senza questi mezzucci.

Trovo personalmente molto grave in Buzz, ma il problema sussiste anche in FriendFeed e nei gruppi FaceBook, il fatto che sia possibile modificare messaggi che danno luogo a una serie di commenti alterandone il significato trascinandosi dietro anche i commenti.

E' molto facile alterare profondamente i messaggi e portare consensi e critiche ben lontano da quello che aveva in mente chi li ha scritti e firmati!

lunedì, febbraio 15, 2010

Stranezze di menti contorte?


Leggendo sul mio feed reader questo post del blog di Wolly sono rimasto molto colpito dal fatto che sembra, misteriosamente visto che non mi cita, una puntuale risposta a mio post sui guru autogenerati.

Non sono del tutto sicuro che il post si riferisca al mio sia perché farlo senza citare il post sarebbe demenziale, sia perché si parla delle idee di un "pensionato", situazione nella quale purtroppo io non mi trovo, anche se, lo confesso, mi piacerebbe tanto...

Ho cercato di rispondere sul blog, ma con un atteggiamento incredibilmente infantile Wolly ha messo in spam il mio brevissimo e cortesissimo commento ed ha addirittura aggiunto un update:
UPDATE: Messo in SPAM commento di un tale, credo si chiami Dadda, come da policy del mio blog,qui faccio quello che mi pare. Non mi piaceva il suo profumo.
Credo che l'atteggiamento si commenti da solo come si commenta da sola la patetica affermazione alla Emilio Fede, "un tale,  credo si chiami Dadda", visto che Wolly mi conosce benissimo, Emilio Fede probabilmente è uno dei suoi idoli da dichiarato leghista e difensore a oltranza di qualsiasi cosa faccia questo governo.

Nella sostanza quello che dice Wolly è verissimo, ma evidentemente non ha letto bene quello che io ho scritto.  Io non nego il fatto che una persona senza studi o senza particolare storia precedente possa avere una idea formidabile e realizzare qualche cosa di importantissimo: basta pensare a Edison...

Io non capisco come sia possibile che qualcuno che quella idea non la ha ancora avuta e che non ha ancora realizzato nulla si presenti sul palco di un convegno a fare il guru.

In altre parole Brin può fare il guru perché ha fatto Google, Steve fa il guru perché ha fatto la Apple, prima di fare le cose non andavano certo in giro a fare i guru come troppo spesso succede in casa nostra!

Intendiamoci non dico certo che chi ha idee non debba poter parlare e non debba essere messo in condizione di svilupparle, dico solo che prima di averle sviluppate dovrebbe dedicarsi a lavorare per ottenere qualche risultato e non a girare di palco in palco per spiegare la vita al prossimo.

bob

PS Wolly parlare di storia senza conoscerla porta a dire stupidaggini.  La storia di IBM e del Dos è totalmente diversa da quella che tu con grande fantasia riporti.  IBM in quegli anni era un grandissimo produttore anche di software. Quando si è trattato di sviluppare il suo personal andò a cercare qualcuno disposto a scrivere un sistema operativo, Gates accettò la commessa e scrisse per IBM il Dos.

domenica, febbraio 14, 2010

Il guru autogenerato...


Una volta li chiamavamo "esperti" e quando venivano presentati a un convegno o a una tavola rotonda erano preceduti da indicazioni sugli studi fatti e sui progetti realizzati nell'ambito del tema della riunione.

Il mondo della rete ha generato e venera una nuova forma di esperto: il "Guru", si tratta di esperti che sono diventati esperti molto spesso senza studi specifici e quasi sempre senza poter vantare alcuna iniziativa significativa e di successo nella materia di cui sono "Guru".

Scrivono sui loro blog ed investono moltissimo del loro tempo per farlo, il che è abbastanza facile se non si hanno grandi progetti da portare avanti. Te li trovi costantemente davanti sul palco, e solo sul palco ovviamente, agli incontri più disparati e improbabili.

Le presentazioni sono a dire poco patetiche: Pinco Pallino "blogger", Giovanni Rossi "social networker, ha 10000 contatti su Facebook e 9000 su Linkedin", Alfredo Verdi "esperto di Wordpress"...

Se hai sulle ginocchia un PC collegato e vuoi sapere chi mai sia quel signore che con tanta foga ti spiega cosa dovresti fare, dandoti tra l'altro molto spesso del cretino perché non hai ancora una Fan Page su Facebook (è lo stesso guru che qualche tempo fa preconizzava fallimento certo per le aziende che non fossero presenti in Second Life!), ti viene spontanea l'idea di cercare in rete un curriculum di questa persona.

Spesso scopri addirittura che l'esperto che ti trovi davanti è solo uno studente, magari intelligentissimo, ma con esperienze molto limitate. I veri guru disdegnano scuole e convegni scientifici: un notissimo guru, grande smanettone di un prodotto software molto usato dai blogger, ha scritto "università e congressi scientifici sono per i tromboni, l'unica cosa seria solo i barcamp" !?!?!

Qui i casi sono tre. Molto spesso pur attivissimi in rete questi signori non hanno pensato di mettere un proprio curriculum di studi e di attività su un sito. Altre volte il curriculum c'è, ma si scopre che il signore, probabilmente molto bravo nel suo lavoro, fa tutt'altro: più che di guru forse dovremmo parlare a questo punto di "hobbista", magari bravissimo intendiamoci, ma sempre hobbista. Nel terzo caso il guru ha un curriculum che di solito comincia con una autodefinizione di "gurucità" (si dice così l'essenza Kantiana dell'essere guru, un po' come la cavallinità indica l'essenza intrinseca, e ignota, del cavallo?), va avanti con partecipazione e incontri, con conferenze, con liste sterminate di social network nei quali il sedicente guru ha migliaia di amici e, in questo polverone, diventa difficile notare che questo signore fa il guru di professione ed è nato guru senza null'altro fare che parlare molto di un determinato argomento.

Il guru in genere non ha ambito, il che è abbastanza normale perché non avendo professionalità può spaziare in ogni argomento possibile del sapere umano senza tema di essere smentito. L'inventore della lampadina se si mette a fare il guru sul problema della vaccinazione antiinfluenzale non se lo fila nessuno, Brin se parla di allevamento di lombrichi non viene certo ascoltato. Il guru parla di tutto come se credesse di essere stato investito da un potere divino di onniscenza.

Il guru infine sottoscrive tutte le possibili iniziative e petizioni che possono avere una qualche probabilità di visibilità, lo fa per avere un'altra scusa per essere invitato al prossimo convegno...

Forse sarebbe più logico, prima di dare retta a qualcuno, cercare di capire come sia diventato tanto esperto nell'argomento del quale ci sta parlando! Certo i palchi dei convegni si svuoterebbero, ma la qualità ne guadagnerebbe non poco...

bob

domenica, febbraio 07, 2010

Nobel a Internet, a me sembra una stupidaggine...


E' di questi giorni la notizia: il comitato del premio avrebbe accettato la candidatura di Internet proposta da Wired Italia.

A me la cosa è sembrata un poco strana fin da quando se ne è cominciato a parlare in rete, oggi mi sono preso la briga di andare a leggere lo statuto del premio dove si legge lo spirito della motivazione del Nobel per la pace, questa parte del documento è stata scritta da Alfred Nobel in persona.

<< and one part to the person who shall have done the most or the best work for fraternity between nations, for the abolition or reduction of standing armies and for the holding and promotion of peace congresses. >>

Innanzitutto salta subito all'occhio che il premio è destinato alle persone. Assegnarlo a una tecnologia sarebbe piuttosto singolare e tradirebbe lo spirito di chi ha istituito e finanziato il premio.  Se proprio si derogasse ci sono tecnologie come il telefono e la televisione che hanno certamente contribuito di più e prima all'avvicinamento tra popoli e culture.  Il web nasce per facilitare il lavoro dei fisici, il social nasce per divertimento.

La rete è uno strumento di comunicazione e come tale contiene cose bellissime e cose pessime, sarebbe come dare il Nobel per la pace all'umanità includendo assassini, stupratori e pedofili solo perché al mondo ci sono anche eroi, santi e persone che vivono e danno la vita per il bene del prossimo.

Certo il Nobel ha evidenti esigenze di marketing.  E' stato dato a Gore per avere lavorato per diffondere una teoria, quella del riscaldamento globale provocato dall'uomo, ancora tutta da dimostrare.  E' stato, in modo assurdamente preventivo, dato al capo dell'esercito più grande del mondo che per la pace dopo avere preso il Nobel non si capisce bene cosa abbia fatto visto che ha significativamente aumentato investimenti militari e numero di soldati mandati in guerra.

Un altro problema che sorge è a chi dare il premio?  La rete come la conosciamo oggi nasce dal lavoro di moltissime persone che hanno agito, in genere, per motivi che nulla hanno a che fare con la pace: Arpanet per esempio nasce per poter utilizzare in modo efficace ed efficiente i sistemi di calcolo delle università statunitensi per motivi militari. 

bob

Qualche esperimento...