giovedì, marzo 26, 2009

Le news importanti per le ferrovie...


Questa mattina la radio ha detto che in Liguria è previsto uno sciopero delle ferrovie.

La cosa mi interessa e, con il mio animo semplice, vado sul sito delle Ferrovie dello Stato per saperne di più.

Errore!

Ci sono notizie di ogni tipo, presidenti del consiglio con il berretto da ferroviere, Luca Giurato, ma non una parola sullo sciopero (se c'è è ben nascosta, io non la ho trovata): credo che alle ferrovie abbiano una idea piuttosto vaga di quello che interessa ai propri clienti...


bob

PS L'usabilità del sito è, a essere generosi, dubbia.

Il marchio non è un link alla home page, come usuale in ogni sito ben  disegnato, ma è stata messa una scritta "home" piccina piccina (è la dimensione del font della pagina) in cima a sinistra: non hanno mai sentito parlare della legge di Fitt?

L'altro giorno cercavo un treno che partisse da Genova e arrivasse a Monaco, è venuta fuori questa bizzarra pagina:


Sapendo che io quel treno lo ho preso a Genova Porta Principe qualcuno più intelligente di me mi spiega, per favore, cosa vogliono dire tutte quelle stazioni elencate nella colonna di sinistra?

mercoledì, marzo 25, 2009

Quando i luoghi comuni diventano notizia...




Questa mattina all'una ascoltavo il lungo e gradevole giornale radio di Radio24, la radio de Il sole 24 ore.

Si parlava delle notevoli iniziative che porteranno gli alunni inglesi a un uso molto più intenso della rete e tra le altre cose veniva elencata Wikipedia, la notissima e usatissima enciclopedia.

Quando la giornalista ha citato Wikipedia il giornalista è intervenuto con un risolino ed una affermazione: "Ho i miei dubbi che ci di possa fidare di Wikipedia". La giornalista conferma...

Non ricordo le parole esatte, ma questo il senso.

Ebbene alcuni anni or sono la prestigiosissima rivista Nature ha condotto un test sulla affidabilità di Wikipedia confrontandola con Enciclopedia Britannica: il tasso di errore nelle due opere è risultato sostanzialmente equivalente.

Che il luogo comune sulla inafiddabilità della pubblicazione collettiva viva nei salotti tra chi la rete la usa poco lo posso anche capire, che venga affermato nel telegiornale di una radio che dovrebbe essere particolarmente attenta a certe cose meno.

Dal Sole mi aspetterei di più!

bob

PS Qualche mese fa anche la professoressa di mia figlia aveva rivelato di essere caduta nella stessa fallace convinzione...

martedì, marzo 24, 2009

Domanda.


Dove sono finiti i "consulenti" che fino a qualche mese fa andavano in giro per le aziende dimostrando con mirabolanti slide che non creare una inutilissima isola in Second Life era un suicidio?

Qualcuno come me dallo spirito semplice potrebbe pensare che stiano analizzando il motivo del non avverarsi delle previsioni che diffondevano con tanto ardore.

Errore!

Sono in giro nelle stesse aziende con le stesse slide, hanno solo fatto un "search and replace" si PowerPoint: cerca "second life" e sostituisci  con "facebook".

Il bello è che li stanno ancora ad ascoltare!

bob

PS Chi non ricorda la storia sarà costretto a riviverla (cartello all'ingresso di Auschwitz)

Ripensando al vanghetto e alla pubblicità online: forse Malgara non aveva poi tutti i torti!


Nel 2007 Giulio Malgara venne invitato a fare una presentazione al forum della IAB, la associazione che si occupa dello sviluppo della pubblicità "interattiva", e fece una presentazione, che a me non è dispiaciuta per nulla, sostenendo come la rete sia particolarmente efficacie nella promozione di oggetti molto particolari, poco noti e difficili da trovare. Fece l'esempio del vanghetto da tartufo, un oggetto del quale quasi nessuno in platea aveva sentito parlare, per il quale un suo amico aveva ottenuto, grazie alla rete, una platea di possibili acquirenti prima impensabile.

Finita la mattinata incontrando nei corridoi qualcuno degli organizzatori: stavo per osservare come Margara, senza probabilmente conoscerlo, aveva citato il nucleo dei concetti espressi nell'osannato volume "The long tail", ma sono stato bloccato da una valanga di risentite parole. Malgara non ha capito nulla, la prossima volta gli prepariamo noi le slide, è un analogico e non capisce nulla di digitale.

Tralasciando il fatto che l'uso di quei due termini è sbagliato e che questa visione dicotomica del mondo non ha molto senso, non risposi e mi limitai ad affidare le mie osservazioni al mio blog mentre nella rete infuriava una polemica scatenata dalla lettera aperta del presidente di IAB. Gran parte della rete reagì come un branco in modo assolutamente acritico: Malgara sbagliava, "loro" sapevano.

Ricordo che fui un poco inpressionato dal fatto che i maggiori detrattori dei concetti espressi da Malgara erano proprio quelli che avevo visto "baciare l'anello" per venerare la genialità di Chris, ideatore del concetto di coda lunga.

Tutta questa storia mi è venuta in mente questa mattina leggendo questo interessantissimo articolo di TechCrunch.

Domanda: quanti di voi hanno scelto di acquistare un prodotto perché lo hanno visto bubblicizzato su AdSense? Non è che la maggior parte delle decisioni di acquisto siano venute, come è successo a me, a fronte della ricerca su Google di qualche cosa che desideravate, ma che non riuscivate a trovare?

Qualche volta temo che molte delle previsioni di mercato siano alterate dai desideri di chi le prepara.

bob

PS Cosa ci sia poi di "interattivo" nel 99.99 % della pubblicità in rete lo sa solo IAB, sarebbe bello ce lo spiegasse...

lunedì, marzo 16, 2009

Salvare l'umanità...


Devo dire che l'intervento di Davide Rossi, si quello che prepara i documenti alla signora Carlucci, alla conferenza "Cultura digitale e politica dell'Innovazione" ha dell'incredibile.


Il rappresentante della associazione dei produttori di DVD ritiene che Intenet non sia stata e non sarà utile alla umanità perché non la ha salvata dalla povertà, dalla fame, dai conflitti, dai problemi economici e dalla mancanza di democrazia.




Certamente è vero che tutti questi problemi non sono scomparsi, ma è stupido aspettare che scompaiano solo perché nasce un nuovo strumenti di comunicazione!


Certo da uno che misura la cultura del prossimo in base alla capacità di accentare correttamente una parola greca non c'era da aspettarsi un ragionamento molto più lucido.


Internet non è stata la soluzione ai grandi problemi del mondo?  Perché il DVD li ha forse risolti? Se ragioniamo così si salvano Pasteur , Semmelwies  e pochi altri, anche se l'ineffabile Rossi sarebbe capace di osservare che in fondo le malattie non sono scomparse proprio tutte tutte e che la sepsi, pur enormemente ridotta, è ancora qalc\he volta un problema...


bob


PS Certo di gente altrettanto sprovveduta che andava e ancora va in giro a dire che la rete è la soluzione di tutti i mali dell'umanità se ne vede, purtroppo...

sabato, marzo 14, 2009

I siti dovrebbero stare zitti!

Questa mattina, vittima di una noiosissima presentazione, ad un certo punto, facendo finta di prendere appunti, ho attaccato la mia fida chiavetta 3 e mi sono messo a navigare.

Andando a vedere il sito NovaMultimedia , di cui avevo sentito parlare, dal mio PC è saltata fuori una voce:  tutti hanno ovviamente sentito con un po' di giustificabile fastidio da parte dell'oratore che, giunto alla sessantesima slide, pensava ancora di dirci cose interessantissime e di avere la piena attenzione delle sue vittime.

A me i siti che parlano non sono mai piaciuti: la parola aiuta poco la navigazione e di fatto infastidisce molto, ma almeno se li volete far parlare ricordatevi della vostra maestra elementare e insegnate al vostro sito ad alzare la mano chiedendo al navigatore se ha voglia di ascoltarlo o meno.

Tra l'altro il messaggio è di una inutilità imbarazzante: io sono venuto sul tuo sito e tu mi dici che il tuo sito è in linea?  Dovrei essere proprio deficiente per non essermene accorto!

O no?

bob

PS se serve solo per fare vedere che sapete usare Flash ve lo potete risparmiare, una volta era una novità, oggi no.

venerdì, marzo 13, 2009

Un paio di semplici domandine...


Si parla tanto della installazione del sistema di controllo delle impronte digitali per fare finire la vergognosa pratica di alcuni deputati (è bizzarro che anche gente con comportamenti del genere si faccia chiamare "onorevole"...) di votare per gli assenti.

Mi vengono spontanee due domande.

1) Perché mai se io alle prossime elezioni vado al seggio con il certificato elettorale di mio cugino e cerco di votare anche per lui rischio la galera e un deputato, addirittura filmato mentre vota per il vicino, rischia una tirata di orecchie del presidente?

Il deputato assente per cui viene espresso un falso voto rappresenta migliaia di elettori: la logica vorrebbe che le sanzioni fossero migliaia di volte più gravi di quelle che mi verrebbero erogate per il voto di mio cugino!

2) Che senso a spendere mezzo miliardo di euro per un sistema di controllo delle impronte in ogni banco quando installando tornelli analoghi a quelli che si usano in molte banche si sarebbe potuto risolvere il problema spendendo forse meno di un decimo di quella cifra?

Ogni deputato entrerebbe in aula attraverso tornelli nei quali può entrare una sola persona e solo il voto di chi è in quel momento in aula è considerato valido.  Si può decidere se mettere o meno nei tornelli un lettore di impronte o se semplicemente predisporre un commesso che controlli  che la persona che entra sia quella che appare nella carta di riconoscimento che viene presentata.  Del resto credo che l'ingresso sia già in qualche modo controllato perché se non lo fosse vorrebbe dire che la camera ha un serio problema di sicurezza.

Dove sbaglio?

bob

PS Nei servizi giornalistici si continua a parlare di "rilevamento delle impronte digitali": è una stupidaggine perché non vengono rilevate le impronte, ma solo un certo numero di punti salienti sufficienti per riconoscere l'impronta, ma non per ricostruirla.

giovedì, marzo 12, 2009

Ciclostilato in proprio


Negli anni sessanta le fotocopiatrici erano macchine costose e rare, per la produzione  di documenti in molte copie si usava il ciclostile. Era una macchina infernale che richiedeva la battitura del testo con una macchine per scrivere senza nastro che letteralmente tagliava le lettere incidendole in un foglio di carta incerata, la matrice, che poteva anche essere incisa a mano con una specie di punteruolo per fare disegni, opzione questa molto usata per i titoli visto che il corpo del carattere del testo era sempre e solo quello della macchina per scrivere. La matrice incisa veniva messa su di un rullo inchiostrato che fatto girare con una manovella (esistevano anche macchine elettriche, ma quelle erano per i ricchi, richiamava la carta foglio a foglio, la stampava facendo passare l'inchiostro nelle incisioni, e lo risputava dall'altra parte.

La carta era ruvida, giallina e molto spugnosa perché doveva assorbire l'inchiostro per non lasciare troppe macchie sul retro del foglio successivo.  Indimenticabile.

Per me l'odore di inchiostro, i colpi secchi della manovella e il frusciare della carta che esce sono la madeleine  di anni di grandi ideali.


Il parallelo con lo spirito del blog mi è piaciuto tanto da aggiungerlo al nome del mio blog!

Chi ciclostilava si riconosceva per le immancabili macchie di inchiostro, era un inchiostro denso e oleoso, che aveva sulla punta delle dita.

Organizzazioni politiche, parrocchie e società facevano allora larghissimo uso di quel mezzo di comunicazione.

Per non incorrere nelle maglie delle leggi sulla stampa in fondo a ogni pagina si metteva la scritta "ciclostilato in proprio", spesso abbreviato con "cicl in prop".


Questo mi è venuto in mente questa mattina leggendo un articolo sulla recente sentenza della Cassazione che afferma i blog ed i loro commenti non essere stampa , ma semplici bacheche personali.

Non sono un legale e aspetto di vedere cosa ne diranno gli esperti, ma devo dire che io trovo la cosa assolutamente logica e forse potrà essere utile per tamponare qualche delirante iniziativa parlamentare che va nella opposta direzione.

Credo che per quanto attiene ai blog si faccia, come spesso succede, una grande confusione tra il paradigma e lo strumento.

Il blog nasce come diario dove all'inizio si mettevano link di pagine visitate e consigliate ai lettori. Si passò poi ai diari personali dove mettere qualsiasi cosa si volesse condividere con altri.  Questi sono i veri blog e a questi si applica benissimo, a mio modo di vedere, la sentenza.

Qualcuno usa invece gli strumenti nati per il blog per vere e proprie iniziative editoriali solo perché sono sistemi di gestione dei contenuti facili da usare e molto economici.  Qui del blog c'è solo lo strumento, ma si tratta di altro.

Pretendere norme identiche per questi due diversissimi usi dello strumento è un poco come pretendere di dare norme uguali alle automobili e ai carri armati solo perché si tratta di autoveicoli!

bob

PS Il ciclostile venne brevettato da Thomas Alva Edison con il nome di "mimeografo" nel 1876.

martedì, marzo 10, 2009

Lo ha detto il Guru...



Leggendo le reazioni dei blogger  all'incontro con Cory Doctorow resto un poco sconcertato.

Intervistato da  Luca Sofri sul futuro del business Cory ha risposto parafrasando "The long tail":

“No, nel senso che non ci saranno più pochi grandi che otterranno guadagni enormi, come avveniva per la musica. Ma sarà lo stesso un business, un altro tipo di business, con guadagni più distribuiti e meno spese di intermediazione”


La blogosfera ha fatto "Ohhhh!".

Come sempre nessuno ha osservato come la teoria di Anderson sia stata da tempo messa in discussione da studi  scientifici molto bel documentati che dimostrano, numeri alla mano, che la coda si sta allungando in una sottilissima fila di  protagonisti del mercato che sono così piccoli da essere sostanzialmente insignificanti, la testa resta e chi guadagna è comunque nella testa.

Del resto questa osservazione è il cavallo di battaglia usato da chi vuole dimostrare che le major guadagnano sempre moltissimo anche in un mondo di pirati informatici.

Qualche volta temo che si stia vivendo un pericoloso momento nel quale i dilettanti troppo spesso si addentrano, in modo non critico e quasi mai documentato, in ambiti che non conoscono ottenendo grande ascolto e vasta divulgazione solo perché mostrano una ipotesi di futuro che piace a chi li riporta.

Forse tornare con i piedi per terra e cercare di non farsi troppo influenzare da sogni e desideri sarebbe saggio.

Del resto spesso critichiamo i giornalisti troppo generalisti e poi diamo retta a blogger che parlano di ogni argomento dello scibile umano: ha senso?

bob

lunedì, marzo 09, 2009

Rimpiangere Andreotti, ma ce la siamo voluta...


Non sono mai stato democristiano e delle idee di Andreotti ne ho condivise veramente poche, ma devo dire che leggendo le puerili stupidaggini che spesso appaiono in rete ad opera di qualche politico rimpiango persone come lui che parla e scrive (benissimo) di cose che conosce e che se non le conosce se le fa spiegare da un esperto, vero e non farlocco come succede oggi troppo spesso.

La ineffabile  onorevole Gabriella Carducci , reduce dalle figuracce fatte nel mondo dei fisici, è partita lancia in resta contro quel mondo strano, ed evidentemente per lei misterioso, che chiamiamo Internet.

Non mi addentro nei particolari perché ci sono persone molto più esperte di me che lo stanno facendo, ma vorrei osservare come per la natura stessa della rete affermare che "la presente legge si applica a tutte le attività di accesso alla Rete internet effettuate a partire da - e per il tramite di - apparati informatici e infrastrutture fisicamente presenti nel territorio della Repubblica italiana" significa di fatto volere normare l'intera rete perché per la sua stessa natura non sarò mai possibile dimostrare che un pezzettino di una pagina richiamata da qualcuno in qualsiasi parte del mondo si trovi non  passi da un qualche apparato installato sul territorio della Repubblica Italiana.

Va detto che leggendo i documenti della Carlucci mi viene da pensare che ce la siamo voluta non solo perché gli italiani la hanno votata per il Parlamento, ma anche grazie alle idiozie che da tempo molti guru di casa nostra vanno dicendo e scrivendo.  Come fa giustamente notare Quintarelli la rete non è un altro luogo, ma uno strumento di comunicazione normato dalle norme che già regolano la civile convivenza dei cittadini di uno stato di diritto.

Ricordate quando invece qualcuno andava dicendo che esistono cittadini "analogici" e cittadini "digitali".  A parte il fatto che è un uso comunque assolutamente sbagliato dei termini, questi discorsi hanno portato qualche sprovveduto onorevole a pensare che si trattasse di un mondo nuovo che richiede nuove normative.

Quanto poi all'intervento  di Davide Rossi all'incontro alla Camera dei deputati devo dire che certe uscite non fanno onore al luogo dove si trovava e vorrei ricordagli che di tutte le tecnologie all'inizio qualche sprovveduto ha detto che non servavano a nulla, cinema e dischi compresi.

bob

PS prima che la Carlucci scriva una proposta di legge per vietare che i programmi di elaborazione di testi registrino nei file le informazioni sull'autore vorrei farle presente che esistono modi semplicissimi per cambiare quel nome o se preferisce per cancellarlo.

Capitano Kirk, nave spaziale Enterpise, data astrale 2013...


Surreale telefonata con il servizio automatico assistenza amministrativa di Fastweb...

La carta non era ovviamente scaduta, ma annullata e sostituita dalla banca per un sospetto di clonazione: scrivere un po' meglio il software di gestione del sistema no vero?

bob

sabato, marzo 07, 2009

Realtà aumentata...


Qualche giorno fa ho messo su Facebook questo video che ho preparato per i miei studenti per illustrare le possibilità della augmented reality, la realtà aumentata.

Qualcuno mi ha chiesto quali possano essere le applicazioni.

La modalità "a video" mostrata è ancora piuttosto nuova e non ha ancora applicazioni importanti, credo comunque che ne potrà avere e che vada tenuta sott'occhio.

Esiste però un'altra modalità per la quale esistono applicazioni significativa almeno in laboratorio.  E' previsto l'uso non di un monitor, ma di occhiali collegati a un calcolatore portatile e da quello alla rete: indossandoli si ha una visione del reale sovrapposta a immagini e scritte generate dal sistema.

Si potrebbe per esempio andare in Giappone e ottenere la tradizione delle scritte come sottotitolo a quelle che  guardiamo in quel momento.  Alla Columbia  di Manhattan hanno fatto una interessante demo di questo concetto preparando una visita guidata in questo modo al campus.


Altre interessanti applicazioni sono in campo medico: un ortopedico  potrebbe ridurre una lussazione o una frattura guardando il paziente e "vedendo" cosa succede dentro mentre muove per esempio un braccio.  La visione interna ottenuta con ecografia e oltre metodiche di immagine verrebbe sovrapposta alla visione reale del paziente stesso.  Ovviamente questo vale per qualsiasi parametro misurabile, un chirurgo vascolare potrebbe operare avendo vicino a ogni vaso la indicazione della pressione, del flusso e dei parametri di ossigenazione del sangue.

Altre interessanti possibili applicazioni riguardano la meccanica: BMW ha preparato un ambiente di realtà aumentata per aiutare i meccanici nelle operazioni di riparazione.

Sempre nel campo della automobile gli esperimenti sono moltissimi.  Immaginate di avere i dati del cruscotto e della navigazione proiettati sul parabrezza: informazioni e realtà si mischierebbero e non si dovrebbe più togliere lo sguardo dalla strada.
Credo che ne vedremo delle belle (e utili) in questo campo!
bob





Google misura del valore degli individui?


Qualche volta si incontra in rete qualcuno che sembra convinto che il numero di occorrenze in Google di un nome sia una indicazione del valore di quella persona.

A me sembra una colossale idiozia!

bob

Domanda per i naviganti...

Leggendo il pezzo di Mafe  su Punto informatico ripreso da Mantellini  mi faccio e vi faccio una banale domanda: come mai una cosa che accettiamo da sempre quando mandiamo una lettera a un giornale o una foto alla maggior parte dei concorsi fotografici facciamo tanta fatica ad accettarla in rete per esempio da Facebook?


Anche in quella situazione mandi un contenuto che diventa loro!

Che sia sempre la solita sindrome del "qui tutto è diverso " che porta molti assurdamente a ragionare con se la rete non fosse uno strumento di comunicazione, ma qualche cosa di speciale e diverso?

La rete non è diversa dai segnali di fumo  o dal telegrafo, è solo molto più potente, una differenza basilare, ma non concettuale.

bob

PS Il discorso di Mafe ha un senso, ma secondo me ha dimenticato due cose.

Innanzitutto va detto che se prendiamo tutti i contenuti di Facebook quelli che potrebbero avere un minimo valore commerciale come tali sono forse lo 0,000000000..0001 per cento, con un numero di zeri enorme. In secondo luogo va detto che il valore è nell'insieme di tutte quelle informazioni e nelle statistiche che possono essere condotte e vendute, e su questo nessuno mi sembra opini.

venerdì, marzo 06, 2009

Quando delle tecnologie si ha una idea magica...


Ieri sera discorrevo con un gruppo di amici e si è finiti a parlare della rete e di Skype.

Un "esperto" si è lamentato del fatto che anche la versione 4 quando la rete è molto lenta ha dei problemi e qualche volta si ferma.

E' un poco come se Quattroruote lamentasse il fatto che la Nuova 500 se c'è molto traffico diventa lenta e se la autostrada è chiusa non ti permette di andare in autostrada.

Dove è finito il vecchio caro buon senso?

bob

Economia del dono.


Mi hanno scritto alcuni amici chiedendo le copie della presentazione sulla economia del dono che ho fatto al Femcamp di Bologna nel 2007.

Le slide senza il parlato della persona che le presenta hanno poco senso, a suo tempo avevo realizzato questi due filmati, se a qualcuno interessano li ripropongo qui.

mercoledì, marzo 04, 2009

Se il Grande fratello è cronaca anche Biancaneve è cronaca!

Leggo sul blog di Luca  e su quello di Mantellini  che il giudice ha vietato a RCS la riemissione in rete di filmati tratti dal grande fratello perché la cosa non può essere considerata nella fattispecie del "diritto di cronaca".
Io mi chiedo: per capire che ritrasmettere una trasmissione organizzata e pilotata come il grande fratello non è cronaca avevamo bisogno di un giudice?

O no?
bob

lunedì, marzo 02, 2009

Il reale peso dei blogger...

Ai convegni sulla rete e soprattutto ai barcamp si sente ossessivamente ripetere che i blogger sono anche una forma si controllo sui fornitori di prodotti e servizi e che oggi farla franca è diventato per loro sempre meno facile.

Molti dotti commentatori, quasi tutti blogger, aggiungono che una ondata di opinioni negative sui blog può fare la disgrazia di una organizzazione, mentre una opportuna attenzione può farne la fortuna.

Sarà vero?

Francamente io non ricordo nessuna situazione che abbia provocato veri danni, intesi come sostanziale perdita di business, a un venditore di beni e servizi solo perché nella blogosfera sono circolati messaggi negativi, come del resto non ricordo nessuna situazione nella quale essere molto presente nei blog abbia dato un reale e misurabile vantaggio competitivo a una azienda.

Del resto è così semplice ottenere spazio sui blog che se fossero così importanti per indirizzare i clienti sarebbero invitati a un evento all'estero un giorno si e un giorno no.

La stragrande maggioranza dei blogger è contraria allo strapotere Microsoft, lo ha dimostrato il flop dell'incontro del suo amministratore delegato con le blogstar (per lo più hanno ignorato la cosa, molti ne hanno parlato male): nulla però è cambiato e Windows e Word sono ancora leader di mercato.

Credo che a questo proposito si debba meditare anche sulla uscita di Rayan Air che a fronte di una pacata segnalazione di un errore nel sito ha reagito in modo violentissimo fino ad invitare, in buona sostanza, i blogger a stare nel loro patetico mendo virtuale senza rompere le balle a chi lavora per tenere i costi dei voli bassi (è una mia libera interpretazione, ma nella sostanza questo era il concetto espresso).

Ovviamente il programmatore che a aggredito in quel modo un cliente che segnalava un problema è solo un cretino che ha sbagliato mestiere, se l'errore c'era be vengano le segnalazioni (a me capita di pagare chi fa i test) se l'errore non c'era evidentemente c'è un problema di usabilità da prendere in seria considerazione.

La reazione ufficiale di Rayan Air fa pensare: è evidente che la compagnia ritiene che anche la ondata di sdegno che ha attraversato la blogosfera non sia poi tanto  negativa.  In altri termini gli aerei partono pieni malgrado l'imbarco modello carro bestiame, malgrado la scomodità dei sedili bloccati in posizione eretta per poter stipare più sedili e malgrado lo sdegno dei blogger.

Personalmente non volo con quella compagnia perché un minimo di comodità vale più del risparmio che potrei ottenere, ma evidentemente ci sono molti passeggeri che privilegiano il costo e mi sembra una cosa più che logica.

Un'altra fola che si sente spesso nella bocca delle blogstar riguarda la sparizione dei giornalisti di professione ad opera del giornalismo dal basso.  Il giornalismo dal basso e i contenuti generati agli utenti hanno certamente una grande importanza: senza di loro il comportamento vergognoso della polizia l'altro giorno a Bergamo sarebbe probabilmente passato sotto silenzio, ma da qui a dire che spariranno i giornalisti credo che ci sia un salto logico troppo lungo.

A suffragio della tesi viene spesso citato il volume di Vittorio Sabadin "L'ultima copia del New York Times, Il futuro dei gironali di carta".  Qui sorge un dubbio: questi signori leggono i libri che citano con tanta sicumera? Il volume sostanzialmente non parla della sparizione dei giornalisti, ma della sparizione dei giornali cartacei.

C'è una bella differenza!  L'avvento di una nuova tecnologia ha trasformati i vetturini delle carrozze a cavalli in autisti di taxy, ma non ha fatto sparire i professionisti del trasporto pubblico.

bob

domenica, marzo 01, 2009

Il silenzio dei blogger...


L'esempio lo da Beppe Grillo : scrive post che richiamano centinaia di commenti e non risponde mai.

Altri blogger lo stanno purtroppo seguendo: scrivono, ricevono numerosi commenti, qualche volta qualcuno fa notare inevitabili errori, ma non si ottiene mai risposta.

Ci si trova spesso nella surreale situazione di commentatori che cercano di capire che cosa un autore vivente e contemporaneo abbia voluto dire come si trattasse di scritti di duecento anni fa!

Forse mi sbaglio, ma credo che atteggiamenti del genere siano piuttosto lontani dallo spirito di questo gioco, ma probabilmente mi sbaglio.

bob

Share it

Qualche esperimento...