Ai convegni sulla rete e soprattutto ai barcamp si sente ossessivamente ripetere che
i blogger sono anche una forma si controllo sui fornitori di prodotti e servizi e che oggi farla franca è diventato per loro sempre meno facile.
Molti dotti commentatori, quasi tutti blogger, aggiungono che una ondata di opinioni negative sui blog può fare la disgrazia di una organizzazione, mentre una opportuna attenzione può farne la fortuna.
Sarà vero?
Francamente io non ricordo nessuna situazione che abbia provocato veri danni, intesi come sostanziale perdita di business, a un venditore di beni e servizi solo perché nella blogosfera sono circolati messaggi negativi, come del resto non ricordo nessuna situazione nella quale essere molto presente nei blog abbia dato un reale e misurabile vantaggio competitivo a una azienda.
Del resto è così semplice
ottenere spazio sui blog che se fossero così importanti per indirizzare i clienti sarebbero invitati a un evento all'estero un giorno si e un giorno no.
La stragrande maggioranza dei blogger è contraria allo strapotere Microsoft, lo ha dimostrato il flop dell'incontro del suo amministratore delegato con le blogstar (per lo più hanno ignorato la cosa, molti ne hanno parlato male): nulla però è cambiato e Windows e Word sono ancora leader di mercato.
Credo che a questo proposito si debba meditare anche sulla uscita di Rayan Air che a fronte di una
pacata segnalazione di un errore nel sito ha reagito in modo violentissimo fino ad invitare, in buona sostanza, i
blogger a stare nel loro patetico mendo virtuale senza rompere le balle a chi lavora per tenere i costi dei voli bassi (è una mia libera interpretazione, ma nella sostanza questo era il concetto espresso).
Ovviamente il programmatore che a aggredito in quel modo un cliente che segnalava un problema è solo un cretino che ha sbagliato mestiere, se l'errore c'era be vengano le segnalazioni (a me capita di pagare chi fa i test) se l'errore non c'era evidentemente c'è un problema di usabilità da prendere in seria considerazione.
La reazione ufficiale di Rayan Air fa pensare:
è evidente che la compagnia ritiene che anche la ondata di sdegno che ha attraversato la blogosfera non sia poi tanto negativa. In altri termini gli aerei partono pieni malgrado l'imbarco modello carro bestiame, malgrado la scomodità dei sedili bloccati in posizione eretta per poter stipare più sedili e malgrado lo sdegno dei blogger.
Personalmente non volo con quella compagnia perché un minimo di comodità vale più del risparmio che potrei ottenere, ma evidentemente ci sono molti passeggeri che privilegiano il costo e mi sembra una cosa più che logica.
Un'altra fola che si sente spesso nella bocca delle blogstar riguarda
la sparizione dei giornalisti di professione ad opera del giornalismo dal basso. Il giornalismo dal basso e i contenuti generati agli utenti hanno certamente una grande importanza: senza di loro il comportamento vergognoso della polizia l'altro giorno a Bergamo sarebbe probabilmente passato sotto silenzio, ma da qui a dire che spariranno i giornalisti credo che ci sia un salto logico troppo lungo.
A suffragio della tesi viene spesso citato il volume di Vittorio Sabadin "L'ultima copia del New York Times, Il futuro dei gironali di carta". Qui sorge un dubbio:
questi signori leggono i libri che citano con tanta sicumera? Il volume sostanzialmente non parla della sparizione dei giornalisti, ma della sparizione dei giornali cartacei.
C'è una bella differenza! L'avvento di una nuova tecnologia ha trasformati i vetturini delle carrozze a cavalli in autisti di taxy, ma non ha fatto sparire i professionisti del trasporto pubblico.
bob